«Se il cantiere non riparte subito faremo denuncia»
Lavori a singhiozzo: il Comitato invia una lettera a Vecchi «Qui è tutto fermo e i muri bloccano l’irrigazione agli alberi»
REGGIO EMILIA. Ancora un attacco, ancora contro il parcheggio sotterraneo di Piazza della Vittoria. A sferrare il colpo è sempre il Comitato No Park per bocca della commerciante dell’Isolato San Rocco, Antonella Telani, che sta di vedetta da quando è partito il cantiere, nel quale i lavori procedono però a singhiozzo, facendo temere un ritardo nella consegna a danno delle attività ecnomiche. «In tutta la settimana non hanno lavorato neanche gli archeologi e secondo indiscrezioni non hanno intenzione di tornarci, anche se non hanno ancora finito di togliere i mosaici e di proseguire il vaglio delle altre zone piene di reperti, fra i quali ora stanno crescendo erba e arbusti - scrive Telani in una missiva indirizzata al sindaco Luca Vecchi - Anche gli operai che devono proseguire lo scavo sono spariti. Possiamo sapere il perché? Rammentiamo al signor sindaco che i cittadini hanno diritto a delle risposte, preferibilmente serie e non dettate dalla volontà di voler scusare a tutti i costi comportamenti scorretti e non degni di una città come Reggio Emilia. Non siamo nel profondo Sud dove si iniziano scuole, ospedali, strade e poi si piantano lì per anni e anni».
Il Comitato No Park ha quindi deciso che se non ricominceranno subito i lavori procederà per vie legali «contro i responsabili di questa vergogna a cielo aperto, compresi quelli che l'hanno voluta».
Ma questa volta al centro della polemica rientra anche la sorpavvivenza delle piante del Parco del Popolo. Il comitato «intende portare alla sua attenzione le immagini di queste sofore che si trovano davanti al Teatro Ariosto - scrive Telani rivolta a Vecchi - a ridosso della famigerata vasca in centro alla piazza: i muri di contenimento profondi 15 metri bloccano il defluire della falda acquifera verso il parco e gli alberi non ne sono più irrigati. Di conseguenza queste sofore stanno soffrendo al punto che quella centrale ha tutte le foglie gialle. Chiediamo pertanto un'indagine accurata della situazione e un rapidissimo intervento». Si tratta dell’ultimo capitolo di una disputa a distanza che non conosce pause. Il Comitato ha già messo l’accento sui reperti trovati dopo gli scavi, sulla questione ancora irrisolta dell’acqua della falda che invade la grande vasca al centro del park, per non parlare degli affari incrociati sul cantiere. «Dio non voglia che gli alberi comincino a morire, perché sarebbe un ulteriore “te l'avevo detto” che sinceramente scongiuriamo tutti».
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