Appalti, la Annibale Rizzo fuori dalla white list
Ricostruzione post-sisma, il gruppo interforze (Girer) lascia fuori la ditta edile reggiana
REGGIO EMILIA. Prosegue l’attività di controllo sia per le ditte che partecipano agli appalti pubblici, sia per quelle incluse nei lavori della ricostruzione post sisma in Emilia. Decine le aziende lasciate fuori dalla white list, elenco senza il quale non è possibile ottenere l’assegnazione dei cantieri. Tra queste c’è anche la Annibale Rizzo, azienda edile reggiana esclusa dalla white list per decisione del Girer, gruppo interforze istituito nel 2012 a livello regionale. La ditta ha presentato un ricorso al Tar di Parma per poter ottenere l’annullamento del provvedimento del rigetto dell’istanza di iscrizione. Un diniego espresso dalla prefettura di Reggio Emilia, che è stato impugnato ma subito rigettato dai giudici perché è resta sempre e comunque «prevalente» l’interesse pubblico del contrasto dell’infiltrazione della criminalità organizzata nella Regione Emilia Romagna.
In questi ultimi tre anni il lavoro di controllo da parte della prefettura di Reggio Emilia è stato capillare, nella speranza di non far passare alcuna azienda potenzialmente collegata con il mondo del crimine, soprattutto quello organizzato di matrice malavitosa. Un lavoro che sta creando non poche difficoltà anche a livello amministrativo. Per accertare che un’azienda si “pulita” bisogna mettere in moto gli uffici della prefettura e le forze dell’ordine. Un lavoro effettuato di concerto tra gli enti ma che non si esaurisce certo in poche ore, e che necessita di una buona dose di pazienza anche da parte dei comuni reggiani, che stanno interrogando a ogni piè sospinto il prefetto per non compiere passi falsi come accaduto in diversi casi nel recente passato.
Le maglie strette dei controlli hanno creato un effetto imbuto con conseguente rallentamento delle pratiche e dell’assegnazione dei cantieri pubblici. Per contro, nel settore edile è ormai palpabile il cambiamento nell’aria e alla luce anche della maxi inchiesta Aemilia - non ancora terminata nonostante due ondate di arresti -i sindaci non intendono prendere alla leggera le normative e i protocolli antimafia, che stanno danno i loro frutti fungendo da vera leva per la prevenzione. (e.l.t.)
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