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Maltrattamenti all'asilo, le famiglie dalla parte delle maestre

Maltrattamenti all'asilo, le famiglie dalla parte delle maestre

Pratofontana, una lettera firmata da 24 genitori esprime gratitudine per il lavoro delle due insegnanti

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REGGIO EMILIA Dopo lo shock per la notizia che una delle maestre della scuola per l’infanzia “Prampolini” di Pratofontana è indagata per maltrattamenti ed è stata allontanata, nella frazione è il momento delle reazioni. A parlare sono un gruppo di mamme, quelle che hanno avuto i loro figli allievi della maestra oggi accusata di aver trattato violentemente i piccoli, e quelle che ancora li hanno che frequentano quella scuola. E che raccontano un’altra faccia del piccolo asilo di frazione dove per decenni proprio quella maestra è stata un punto di riferimento. Intanto, domani, l’istituzione Nidi incontrerà le famiglie.

Ecco la lettera aperta firmata da 24 genitori

"E’ la maestra dei nostri figli, quella maestra. Si, proprio quella di cui si sta facendo un gran vociare, quella di cui si è voluto non dire il nome per rispettare la privacy (ma si sa che a Reggio il passaparola è infallibile e le voci di paese corrono in fretta). "Quella maestra" che è stata denunciata, insegna da oltre 30 anni. E insieme a lei anche la maestra allontanata per motivi di tutela. "Quelle maestre" hanno dedicato la loro vita alla scuola dell'infanzia. E come genitori che hanno avuto il privilegio di beneficiare del loro insegnamento, ci sentiamo in dovere di raccontare a chi punta il dito con leggerezza, di chi stiamo parlando.

Sono "quelle maestre" capaci di ascoltare e capire i bambini e le bambine come in pochi sanno fare, ne sanno cogliere "l'intima essenza". Loro, insieme a tutto il gruppo di lavoro della scuola dell'infanzia Prampolini, hanno sempre saputo costruire un ambiente educativo di altissima qualità. Chi scrive ha figli di 17 anni che hanno terminato la scuola dell'infanzia Prampolini da tempo, ma ancora adesso, se incontrano "quelle maestre" le abbracciano con gioia.

Chi scrive ha figli che sono usciti da poco e che ricevono i complimenti dalle insegnanti delle elementari per le capacità di attenzione, comprensione e collaborazione che riscontrano nei bambini che hanno frequentato il Prampolini, con "quelle maestre".

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Chi scrive ha i figli che stanno frequentando il Prampolini ora e non riescono a darsi pace perché hanno da raccontare un'altra esperienza da quella che sta passando ingiustamente nei giornali. "Quelle maestre" hanno avuto nella loro sezione bambini "diversamente abili", li hanno saputi accogliere con affetto, li hanno fatti sentire parte della sezione, li hanno aiutati ad interagire con gli altri bambini, hanno contribuito a sviluppare le loro attitudini cognitive, li hanno supportati nelle loro difficoltà e tutto questo con rispetto e amore.

E nonostante si tratti di generazioni di bambini diverse, come genitori ci troviamo d'accordo nel considerare la scuola Prampolini un ottimo contesto educativo.

L'esperienza vissuta da noi in questa scuola dell'infanzia ha come tratto comune la partecipazione e la condivisione. Abbiamo condiviso giorno dopo giorno il percorso di crescita dei nostri figli con le maestre e con tutto il gruppo lavoro del Prampolini. Preziosi punti di riferimento, "quelle maestre" hanno arricchito la quotidianità dei nostri bambini, hanno insegnato loro l'importanza delle regole attraverso il gioco; l'osservazione del mondo circostante con un occhio scientifico; l'esplorazione e l'avventura attraverso le gite in campagna; grazie alla rete sociale costruita con il territorio hanno insegnato ai nostri figli a muoversi, esplorare, conoscere il ciclo della natura e le antiche tradizioni contadine; e questi sono solo alcuni degli esempi che possiamo fare.

In realtà non hanno risparmiato neanche noi genitori nel coinvolgerci per costruire percorsi condivisi. Tenendo conto delle disponibilità di ciascuna famiglia, tutti noi abbiamo avuto la possibilità di toccare con mano ciò che i nostri figli vivevano a scuola: dagli incontri di sezione dove venivano illustrate le esperienze che nascevano dalle suggestioni dei bambini, fino alla possibilità di far parte del Consiglio Infanzia Città, preziosa occasione per capire in quale mondo eravamo approdati e occasione di confronto e costruzione. Ma "quelle maestre" facevano anche altro: si prendevano cura dei bambini e anche dei genitori.

In modo diretto e franco mettevano noi genitori davanti ai nostri limiti o davanti a quegli sbagli involontari che tutti commettiamo nelle fatiche della vita.. Certo è, che non sempre è facile sentirsi dire da altri dove stiamo sbagliando a "casa nostra"; ci si arrabbia, ci si senti feriti nell'orgoglio e magari si mettono delle barriere per allontanare. Ma a ben guardare, lo facevano non per giudicare, ma a tutela dei nostri figli. Di certo non per interessi personali o per far carriera...anzi, purtroppo la storia rischia di insegnare che chi si fa carico e si espone in prima persona, paga pegno.

Ma noi siamo convinti che questa storia insegnerà ben altro. Insegna che chi dà poi riceve. La vicinanza che "quelle maestre" ci hanno donato in tutti questi anni, non l'abbiamo dimenticata e siamo qui, in tanti, a far sentire la nostra voce e a chiedere che le Istituzioni diano il buon esempio: lasciamo che siano gli organi competenti a stabilire ciò che è successo, non caschiamo nella tentazione di lasciare che sia l'opinione pubblica a sputare sentenze. Quelle sono maestre che hanno la stima e il rispetto di molti genitori, sono punti di riferimento per molti bambini e bambine che vivono la nostra città e a prescindere, non meritano il trattamento che finora è stato riservato loro.

seguono 24 firme

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