Cantiere allagato, scoppia il pericolo zanzare
L'acqua stagnante rischia di diventare luogo di proliferazione degli insetti
REGGIO EMILIA «Noi facciamo ispezioni in tutti i cantieri, soprattutto quando sono per lungo tempo inattivi, come spesso avviene ad agosto. Chiediamo che vengano rispettate le ordinanze emesse dai Comuni. Se c’è la probabilità che si possano sviluppare larve anche in un sottovaso o in qualsiasi ristagno d’acqua, è naturale che senza trattamenti la probabilità ci può essere anche nei cantieri».
È una delle maggiori preoccupazioni del comitato No Park, che sin da subito ha puntato il dito contro l’acqua stagnante. E, come annuncia il direttore del dipartimento di Salute Pubblica, Mauro Grossi, nei prossimi giorni verrà effettuato un nuovo sopralluogo dell’Ausl, proprio per verificare se nel Park Vittoria siano state prese tutte le precauzioni necessarie per evitare il rischio zanzare.
Non solo le “famigerate” zanzare tigre. Ma anche – e soprattutto – le zanzare culex, ovvero quelle “tradizionali”, potenziali portatrici della febbre del Nilo. Insetti per i quali dal Comune sono state emesse due ordinanze, attive fino al 31 ottobre, nelle quali si chiede anche ai privati di adottare provvedimenti per la prevenzione ed il controllo delle malattie da virus. Fra questi, le disinfestazioni con insetticidi specifici o lo svuotamento di tutto ciò che contiene acqua. Ed è su quest’ultimo aspetto che numerosi cittadini da tempo mostrano preoccupazione rispetto ai lavori di piazza della Vittoria, dove l’acqua è stata considerata nei giorni scorsi «sotto controllo» dall’ad di Reggio Emilia Parcheggi, Filippo Lodetti, che l’ha definita funzionale agli stessi lavori.
«La febbre del Nilo viene trasmessa dalla zanzara “nostrana”, che punge generalmente di sera e si sviluppa dove c’è una grande quantità d’acqua, come ad esempio nei fiumi e nei torrenti – spiega Grossi – diventa pericolosa soprattutto quando si manifesta in persone deboli, con il sistema immunitario compromesso, mostrando febbre, mal di testa, vomito, rigidità nucale.
La zanzara tigre, invece, si sviluppa anche in piccole quantità d’acqua, come sottovasi e tombini. Per questo viene chiesto anche ai privati di intervenire». Le forme di intervento variano sulla base della specie. E, per la culex, il direttore del dipartimento di Salute Pubblica ammette che «è più difficile intervenire», a causa del fatto che la loro presenza si registra soprattutto in luoghi con grandi masse d’acque.
Per questo motivo, di fronte a manifestazioni pubbliche o luoghi che comportino il ritrovo di molte persone in ore serali e notturne, «bisogna fare trattamenti almeno una volta alla settimana, spesso anche con frequenza maggiore». Tanto più quest’anno: «Ci sono state tutte le condizioni climatiche compreso l’inverno mite, per favorire la presenza di zanzare». Ma al Park Vittoria c’è davvero il rischio di una proliferazione?
«Faremo le verifiche. Dipende dalla quantità d’acqua. Potenzialmente potrebbero esserci entrambi le specie», aggiunge Grossi, che comunque allontana qualunque forma di allarmismo.
«Bisogna partire dai dati in nostro possesso – spiega – nel 2013 abbiamo avuto sei casi di febbre del Nilo, nel 2014 solo un caso sospetto, che non è stato confermato. Quest’anno, durante i consueti controlli, abbiamo riscontrato il virus solo in una sacca di sangue prelevata da un donatore, che tuttavia non aveva sintomi. Ovviamente la sacca l’abbiamo subito eliminata. Non c’è mai stato nessun decesso. E se quest’anno non abbiamo avuto nessun caso di persone malate...». Lascia la frase in sospeso, vincolato dal segreto istruttorio.
Chi non rispetta le ordinanze, in ogni caso, viene punito con una sanzione pecuniaria da 80 a 480 euro.
Ma sui timori del comitato e dei cittadini interviene anche lo stesso Lodetti, l’ad di Reggio Emilia Parcheggi: «Venerdì mattina – fa sapere – Iren sarà in cantiere e si farà il trattamento. Abbiamo scelto Iren perché sappiamo che è esperta in questo tipo di interventi».
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