Cormo chiude in Croazia Ok alla Cassa integrazione
San Martino in Rio: lo stabilimento di Bjelovar (30 dipendenti) era controllato al 100% dalla nuova Open.Co. Ieri un incontro al ministero del Lavoro per la Cig
SAN MARTINO IN RIO. Un futuro sempre più incerto si prospetta all’orizzonte per Open.Co, nata un anno fa dalla fusione di Cormo e della modenese Coop Legno. Non è bastata la garanzia, messa nero su bianco durante il tavolo regionale di venerdì scorso, che gli stabilimenti riapriranno i battenti dopo le ferie d’agosto: lunedì mattina la trentina di dipendenti che lavora nello stabilimento inaugurato da Cormo nel 2007 a Bjelovar, in Croazia, hanno ricevuto una notizia arrivata come una doccia fredda in piena estate.
I dipendenti sono stati convocati in assemblea ed è stato comunicato loro che lo stabilimento croato alla fine di settembre chiuderà. Si tratta di una bruttissima notizia oltre che per quel gruppo di lavoratori, anche per tutta Open.Co.
La società che fa capo allo stabilimento di Bjelovar, infatti, è controllata al 100% da Open.co e, al momento, rappresentava per la stessa Open.Co l’unico cliente.
Intanto, ieri al Ministero del Lavoro si è svolto un incontro al quale hanno preso parte i sindacalisti di Cgil Fillea e i vertici di Open.Co al termine del quale è stata siglata la cassa integrazione per un anno per i 259 lavoratori dell’ex Cormo, per i 163 di Coop Legno, più altri 11 in altri due stabilimenti a Torino e Segrate.
«Questo è il primo passo dopo il deposito del concordato in bianco da parte dell’azienda – commentano da Cgil Fillea – Ora attendiamo la convocazione del nuovo incontro del tavolo di crisi in Regione per dare continuità occupazionale a tutte le maestranze».
Un incontro che potrebbe arrivare il 25 agosto, come sostiene il vice presidente di Open.Co, Erio Cavazzoni.
«Certo, la chiusura dello stabilimento di Bjelovar, in Croazia, non è certamente una bella notizia. – afferma Cavazzoni – La trentina di dipendenti che vi lavora ha saputo lunedì mattina che la chiusura è prevista per la fine di settembre. Si tratta di una società autonoma di diritto croato, ma controllata al 100% da Open.Co. Si sta valutando il potenziale interesse a rilevare la ditta da parte di un paio di interlocutori per attenuare le ricadute che la chiusura potrebbe avere. Quella società, attualmente, è rimasta l’unico cliente di Open.Co. Intanto, verrà mantenuta la promessa della riapertura degli stabilimenti dopo le ferie. E, probabilmente il 25 agosto si terrà un nuovo incontro del tavolo di crisi».
Riguardo alla proposta di ritornare ad una separazione tra Cormo e Coop Legno, proposta durante il tavolo di crisi proprio dallo stesso vice presidente Cavazzoni, per ora non è ancora arrivata risposta. «Si è proposto di istituire una rete commerciale che vada a beneficio di Open. Co – commenta Cavazzoni – che però non credo sia la soluzione opportuna per risanare la situazione».
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