Nei campi irrigati spettacolo di cicogne, aironi e gabbiani
In questi giorni si vedono grossi assembramenti di volatili provati dalla siccità. L’esperto spiega: «Qui intercettano facilmente le prede in fuga dall’acqua»
REGGIO EMILIA. Vi sarà capitato, in questi giorni di abbondanti irrigazioni causa caldo torrido e siccità, di notare distese di uccelli bianchi nei campi a ridosso delle città. Scenari suggestivi che sembrano trasformare la pianura padana, per qualche attimo, in luoghi lontani, dove la natura ancora in qualche modo domina. Abbiamo chiesto all’esperto Marco Fontanesi di spiegarci le ragioni di questa “pennuta occupazione” e quali specie ci troviamo davanti. La sua risposta non è priva di sorprese, forse, per chi non si intende della materia.
«Durante il periodo estivo molti prati stabili e medicai della pianura reggiana, anche alle porte della città, vengono irrigati, e allora vi fanno la loro comparsa alcune specie di uccelli in cerca di cibo – ci spiega – I più numerosi sono gli aironi guardabuoi, specie originaria dell'Africa che nel corso del Novecento ha iniziato ad espandersi in diverse aree del pianeta, inclusa l'Europa; la cicogna bianca, reintrodotta nel territorio intorno agli anni Novanta e gabbiani (comune e reale ) che, in quanto opportunisti, in cerca di cibo frequentano non solo le zone costiere ma anche l'entroterra». «Oltre a queste, si possono osservare anche il germano reale, l'airone cenerino, il cavaliere d'Italia, la pavoncella, la cornacchia grigia e lo storno. La presenza di acqua favorisce infatti la reperibilità di numerose prede, quali insetti, vermi, anfibi, rettili e piccoli mammiferi che in fuga dall’inondazione vengono così intercettate dagli uccelli».
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Le zone agricole più vicine a Reggio che nel periodo estivo sono soggette a irrigazione si trovano nell'area tra via Gattalupa e Gavasseto e in quella compresa fra Villa Cadè, Cavriago e Montecchio. Qui, vale la pena di appostarsi per fare birdwatching (purchè discretamente). E la città vi sembrerà lontanissima.
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