Con questi livelli torna il problema del “cuneo salino”
BORETTO. L’immissione di acqua dai laghi alpini negli affluenti del Po (in particolare dall’Adda e dal Ticino per quanto riguarda la nostra provincia, ma anche del Mincio-Lago di Garda per quanto...
BORETTO. L’immissione di acqua dai laghi alpini negli affluenti del Po (in particolare dall’Adda e dal Ticino per quanto riguarda la nostra provincia, ma anche del Mincio-Lago di Garda per quanto riguarda le province di Ferrara e Bologna, dove l’acqua del Po viene utilizzata anche per scopi potabili) non serve solo per garantire l’irrigazione di gran parte della pianura padana, ma anche per evitare un grave fenomeno che si era verificato già nel 2003 e negli anni successivi, il cosiddetto “cuneo salino”. Il basso livello del Po, infatti, consente all’acqua del mare Adriatico, in alcuni casi ben sopra il livello idrometrico del Delta del Po, di “incunearsi” nell’asta del Grande Fiume, fino a risalire, in alcuni casi, al ramo principale del Po nel Polesine (tra Ferrara e Rovigo) ma, si dice, anche fino al tratto mediano (Mantova-Reggio Emilia).
L’aumento della salinità in un Po ridotto al minimo, potrebbe, quindi, determinare gravissimi problemi ambientali.
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