«Così non si argina il fenomeno sballo»
REGGIO EMILIA. Nella nostra provincia, non esistono locali paragonabili al Cocoricò di Riccione, ma la Riviera romagnola è frequentata da tanti giovani reggiani durante i fine settimana. Ragione che...
REGGIO EMILIA. Nella nostra provincia, non esistono locali paragonabili al Cocoricò di Riccione, ma la Riviera romagnola è frequentata da tanti giovani reggiani durante i fine settimana. Ragione che fa sì che una riflessione sulla vicenda della discoteca chiusa dal prefetto, coinvolta anche chi vive più lontano. Matteo Iori, presidente del centro sociale Papa Giovanni XXIII, è una di quelle voci che esprime qualche riserva rispetto al provvedimento chiusura imposto dal prefetto.
La chiusura del Cocoricò è una misura efficace per impedire il ripetersi di una simile tragedia?
«Per arginare il problema del consumo di droghe la soluzione non è chiudere i locali, ma promuovere iniziative di educazione ai rischi connessi con l’uso di tali sostanze. Gli stessi gestori del Cocoricò, prima che avvenisse quella disgrazia, si erano resi disponibili per attuarle e avevano proposto di fare controlli all’ingresso. La chiusura non farà che spostare i consumatori in locali analoghi».
Il questore di Rimini ha giustificato il provvedimento con la violazione di norme.
«Se è stata infranta la legge, questa misura è giusta. Altrimenti non fa che spostare il problema. La si può giustificare come segnale molto forte nei confronti di chi, nel corso degli anni, aveva dimostrato una scarsa attenzione all'uso di sostanze, come ammonimento a non sottovalutarne i rischi».
Come si può aumentare la consapevolezza dei giovani, che appaiono vulnerabili pur avendo molte possibilità di informarsi, anche attraverso la rete?
«Non si deve aspettare che cerchino l'informazione, ma si deve essere attenti e pronti a portargliela, garantendo la nostra presenza nei luoghi che essi frequentano. Da parte nostra mettiamo a disposizione dei locali, tramite la nostra unità mobile, la prima chill-out dell'Emilia- Romagna. Si tratta di una zona di decompressione all'uscita della discoteca. Prima di mettersi alla guida per andare a casa il giovane vi trova un luogo in cui riprendersi, riposare e sorbire caffè e acqua».
Il pericolo riguarda soltanto le droghe come l'ecstasy?
«Dipende in egual misura da una sostanza legale come l'alcool, che è all'origine delle stragi del sabato sera. A Reggio abbiamo ottenuto buoni risultati nella loro prevenzione grazie alla collaborazione con le forze dell'ordine nell'Osservatorio provinciale per la sicurezza stradale». (l.s.)
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