Gazzetta di Reggio

Reggio

Da Palazzo Agliati all’ex sede del Pci: così rinasce il centro

di Evaristo Sparvieri
Da Palazzo Agliati all’ex sede del Pci: così rinasce il centro

Reggio Emilia, viaggio nei progetti dello studio di architettura Bedogni: «Dobbiamo restituire alla nostra città i suoi colori originari»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Gioielli antichi, che rappresentano la storia della città. Monumenti architettonici che stanno ritrovando un nuovo splendore, alla base di un ampio progetto di riqualificazione del centro storico. Con l’auspicio che la bellezza del passato possa diventare un modello da imitare anche nel presente.

Non solo Palazzo Busetti, Palazzo Scaruffi e gli edifici del quadrilatero. Ma anche Palazzo Agliati e Palazzo Spalletti, in via Ariosto, quest’ultimo già ex sede della Democrazia Cristiana. E, soprattutto, Palazzo Masdoni in via Toschi, sede storica del Pci di Reggio Emilia.

Progetti all’insegna della rigenerazione urbana, seguiti con passione dallo studio di architettura Paolo Bedogni. «Nella storia, gli edifici di culto e i palazzi signorili erano cantieri le cui tecniche e i cui materiali venivano in qualche modo ripresi nell’edilizia minore – afferma Bedogni – Questi monumenti hanno forza e significato se si fanno anche oggi interventi del genere sull’edilizia minore. Per questo motivo consideriamo di buon auspicio l’intendimento dell’assessore, Alex Pratissoli, di voler rigenerare le strade del nostro centro».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.11895305:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11895305:1649484210/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]] Alcuni progetti sono già stati portati a termine. Come ad esempio il recupero di Palazzo Chierici, in piazza Fontanesi, oppure Villa Anna, villino in stile liberty in via Ferrari, inaugurato con una grande festa circa un mese fa, trasformato in un B&B. E ora sono due i progetti sui quali si concentreranno le attenzioni dello studio.

Fra questi, spicca palazzo Masdoni, noto anche come dei Toschi e infine dei Rocca Saporiti, storica sede della federazione provinciale del Pci e del Pds dal 1954. È qui che sono cominciati i lavori di tinteggiatura sul lato di via San Filippo. Intervento che potrebbe essere terminato entro sabato. Su via Ariosto, invece, il progetto è più organico, contemplando più di un edificio, con Palazzo Agliati a rappresentare l’ultimo anello di una catena che, in ordine temporale, comprende la Chiesa del Cristo e l’adiacente Palazzo Spalletti.

«Per la chiesa del Cristo, che ha una soluzione di angolo analoga solo al San Carlino di Roma, abbiamo studiato proprio la facciata del San Carlino. È una tipica facciata concava-convessa, che si riesce a intravedere sempre. Per Palazzo Spalletti sono stati restaurati l’androne e lo scalone monumentale. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.11895302:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11895302:1649484210/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Ora manca la facciata: una bella prova di rigenerazione». Un mosaico completato propr io da Palazzo Agliati, di impianto settecentesco. «È uno dei palazzi con la facciata più interessante. Anche in questo caso è arrivato il momento del suo rifacimento – afferma Bedogni – Chiesa del Cristo, Palazzo Spalletti e Palazzo Agliati diventano un brano del centro che sarà il volano della rigenerazione urbana in via Ariosto, che grazie al recupero degli edifici potrebbe essere trovare valore anche come percorso pedonale o ciclabile». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.11895304:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11895304:1649484210/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

È per questo che Bedogni sta realizzando una mappatura degli edifici storici, con tutta la documentazione relativa ai palazzi da porta Castello fino al piazzale della Chiesa e a Palazzo Rangoni, da consegnare proprio all’amministrazione. Fra gli obiettivi, l’individuazione di un centro raccolta biciclette, sul modello di quanto realizzato da poco a Bologna alla Montagnola, auspicando il coinvolgimento anche di attività commerciali che verranno aperte da giovani, ai quali lo studio si offre per consulenze sulle modalità di partecipazione ai bandi.

«Le immagini dei pittori vedutisti reggiani mostrano che fra ‘700 e ‘800 la nostra era una città piena di colori, contrariamente alla città grigia che abbiamo ereditato. Recuperare questi edifici, come dimostra di voler fare l’amministrazione, vuol dire ridare un grande contributo al centro storico, con una città meno inquinata e un commercio che tornerebbe ad essere attrattivo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google