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Platea di prima classe e buca per l’orchestra: lavori in corso al teatro Ariosto

di Enrico Lorenzo Tidona
Platea di prima classe e buca per l’orchestra: lavori in corso al teatro Ariosto

Rivoluzione al politeama di Reggio Emilia: sacrificati 50 posti a sedere ma sarà antisismico, efficiente e con spazio per 40 musicisti - LEGGI L'ARTICOLO

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REGGIO EMILIA. Una platea completamente rinnovata con pavimento rivestito con legno ricavato dagli abeti della Val di Fiemme, comode sedute più grandi e in velluto blu, e un sistema innovativo di riscaldamento con diffusori “a pavimento”. Il tutto cesellato con cura per migliorare la fruizione degli spettacoli per gli spettatori e le messe in scena degli artisti, aumentando oltretutto la resa acustica del teatro.

Una qualità mai raggiunta dal Teatro Ariosto, che dovrà fare a meno però di circa 50 posti in platea, sacrificio necessario per poter migliorare lo storico impianto nel quale, dallo scorso aprile, sono al lavoro gli operai di Unieco e delle ditte in subappalto, che a fine settembre restituiranno alla città di Reggio Emilia il politeama, in largo anticipo rispetto alla prima assoluta di “Black White and Grey” spettacolo di danza della Shen Wei Dance Arts in calendario per il 16 gennaio 2016.

Per vedere a che punto sono i lavori siamo entrati nel teatro, dove sono ancora in corso i lavori, assegnati dal comune con una gara al massimo ribasso vinta da Unieco con uno “sconto” del 28 per cento sulla base iniziale di 748mila euro. Fatta la somma, il rifacimento dell’Ariosto è venuto a costare in tutto 930 mila euro, in parte finanziati dal comune di Reggio (240mila euro), in parte dalla Regione (altri 240 mila) per gli interventi di messa in sicurezza post sisma 2012, e infine ulteriori 450 mila euro erogati sempre dalla Regione con il fondo per i teatri. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.11889752:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/08/05/fotogalleria/teatro-ariosto-nuova-platea-e-spazio-per-l-ochestra-dopo-il-restauro-1.11889752]]Per Unieco non si trattava di assicurarsi un guadagno facile, bensì di mettere la firma su un progetto che rimette al centro del sistema dei teatri uno dei suoi gioielli, il politeama Ariosto, che torna tale anche grazie alla nuova buca per gli orchestrali, nella quale potranno essere ospitati fino a 40 elementi offrendo un abbattimento dei costi rispetto al più grande Teatro Valli, alle volte troppo “dispersivo” per spettacoli destinati a un pubblico ristretto.

Entrare in questi giorni nello storico stabile Settecentesco di Piazza Vittoria, offre una sensazione di smarrimento. L’interno del teatro sembra una grande caramella, che verrà scartata tra poco più di un mese. Gli ordini superiori sono coperti con involucri di plastica per evitare il deposito della polvere alzata dagli operai. Il grande affresco del Govi è rimasto integro nei colori, controllato dall’occhio vigile della Sovrintendenza.

«È un lavoro intenso che punta tutto sulla qualità - dichiara soddisfatto Ivano Sacchetti, architetto al quale è stato assegnato il progetto di restauro dell’Ariosto - Le vecchie poltrone erano malridotte, gli impianti di riscaldamento erano ancora collegati con la sala Verdi. Il problema principale riguardava quindi il rifacimento della platea. Quella precedente è stata rimossa: sotto c’era della ghiaia e abbiamo dovuto far scavare per un mese circa. Poi siamo ripartiti da zero».

Non si tratta solo di nuovi allestimenti ma di lavori strutturali. La platea è stata alzata riportando l’ingresso in quota, preceduto dai preziosi pavimenti in seminato veneziano. Sotto rimarrà un locale vuoto, dal quale verrà pompata l’aria calda, che si alzerà fino al soffitto utilizzando nuovi impianti. «Chi si siederà potrà provare una nuova esperienza di visione e di ascolto» dice Sacchetti.

Non ultimo il grande nodo sicurezza, con l’utilizzo di intonaci speciali e l’installazione di travi d’acciaio sulla grande parete posteriore per evitare cedimenti in caso di terremoto.

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