Famiglie divise sulla difesa delle maestre
Una lettera: «E’ giusto che non insegnino più». Il Consiglio della scuola: «Sempre disponibili, anche in condizioni difficili»
REGGIO EMILIA. Le denunce per maltrattamenti alla scuola per l’infanzia di Pratofontana – che hanno portato alla misura del divieto di avvicinamento alle strutture educative per una maestra e al precauzionale trasferimento (deciso dal Comune) per la collega di sezione – non smettono di scuotere gli animi.
Alla prima missiva – pubblicata ieri – di un gruppo di famiglie che, di fatto, difende l’operato decennale dell’educatrice sotto accusa, ora replica quella di un’altra famiglia, di segno diverso. Mentre il Consiglio dei genitori rinnova la fiducia alla scuola.
LA LETTERA. «Come genitori vorremmo intervenire in merito alla lettera scritta da altri genitori che hanno difeso le maestre accusate di maltrattamenti verso alcuni bambini. Chiariamo subito, che non è l'Istituzione scuole dell'infanzia a essere messa in discussione, che per i nostri figli si è rivelata essere eccezionale, sotto il profilo didattico e sociologico. Ciò che viene messo in discussione, si badi bene con video registrazioni e non a parole, dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia e dalla Polizia di Stato, è il comportamento violento, di alcune maestre, nei confronti di pochi bambini: i maltrattamenti, difatti, non sono altro che violenze verbali o anche corporali.
«È di questo, quindi, che tutti devono prendere atto, anche quei genitori che hanno scritto una lettera in difesa delle due maestre. Se la realtà è questa, è bene che tutti prendano le distanze da questi metodi, che nulla hanno di didattico. Noi, come genitori, non avremmo mai voluto che nessuna maestra maltrattasse i nostri figli, anche laddove i nostri bambini si fossero comportati malissimo: la violenza non è mai stata un buon metodo didattico, ma spesso fa diventare persona violenta chi la subisce. Per questi motivi, a nostro parere, sono fuori luogo alcune frasi contenute nella lettera a difesa delle due maestre.
«Non si può scrivere “un gran vociare”, oppure “a chi punta il dito con leggerezza”, eccetera, facendo quasi pensare che il lavoro dei magistrati e della Polizia di Stato sia inopportuno, quasi fastidioso; anzi, non solo vanno ringraziati questi uomini dello Stato, ma se sarà accertato che le maestre hanno commesso i maltrattamenti, è giusto che costoro non svolgano più quel mestiere. Forse sarebbe opportuno, prima di scrivere o parlare, che tutti noi imparassimo a distinguere il bene dal male, se vogliamo una società migliore; la difesa ad oltranza, di qualcosa o di taluno, spesso porta alla deriva la nostra società. Nessuno mette in dubbio che le due maestre incriminate, negli anni passati, abbiano lavorato correttamente; ma, è altrettanto giusto sapere se in quest’ultimo caso le due maestre abbiano agito correttamente. Ne va della tutela dei nostri figli, che hanno il diritto di crescere con persone preparate e pazienti». Firmato famiglia Barbieri.
IL CONSIGLIO. «I genitori del Consiglio della Scuola d'infanzia Camillo Prampolini, dopo i fatti descritti e pubblicati sui giornali nei giorni scorsi, intendono esprimere tutto il loro sostegno e la loro soliderietà all'intero gruppo di lavoro (pedagogista, insegnanti, atelierista, ausiliari) che alcuni di noi frequentano e conoscono da vari anni.
«Siamo convinti che senza il contributo di ognuno di loro i nostri bambini non sarebbero diventati quello che sono oggi, non avrebbero imparato quello che sanno e non avrebbero acquisito quella fiducia in sè e negli altri per comprendere cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa si può fare e cosa non si può fare, cosa si può dire e cosa non si può dire. La fiducia, il dialogo e il rispetto hanno sempre contraddistinto le relazioni all'interno di questa scuola, la collaborazione di tutti (genitori, insegnanti, bambini) l’ha resa un luogo in cui crescere insieme, senza paura di poter esprimere le proprie idee. Per tutti questi motivi vogliamo ringraziare coloro che fino ad oggi si sono impegnati, senza risparmiarsi, nel prendersi cura dei nostri figli e nell'educarli per farli crescere senza nessuna paura.
«Anche quando le condizioni si sono rese difficili e il contesto della sezione si è fatto complesso, l'impegno e la professionalità non sono mai venute meno. Anzi, il dialogo con quei genitori disponibili ad ascoltare si è fatto più profondo. La nostra vuole essere la testimonianza di genitori che hanno sempre riscontrato la volontà di confronto e la richiesta da parte della scuola di una maggiore partecipazione delle famiglie. Apertura dunque non chiusura, schiettezza e coraggio nell'affrontare i problemi e non indolenza o superficialità, le stesse qualità che ci auguriamo possano guidare tutti coloro che dovranno prendere decisioni in merito a questa triste vicenda».
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