Mercatone Uno, possibili acquirenti e via libera alla cassa integrazione
Rubiera: approvato dal ministro il decreto per gli ammortizzatori ai tremila dipendenti del gruppo. Ha decorrenza dal 7 aprile scorso, già arrivate 53 proposte di interesse per il marchio o singoli negozi
RUBIERA. Arriva finalmente il via libera per la cassa integrazione straordinaria per i dipendenti del gruppo Mercatone Uno, compreso i 47 impiegati nello storico punto vendita di Rubiera.
Pochi giorni fa il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha approvato il decreto per la concessione dell’ammortizzatore agli oltre tremila lavoratori del Mercatone Uno, sia quelli che tuttora sono in servizio sia quelli dei punti vendita che hanno cessato – momentaneamente o meno – la loro attività.
Tutte queste persone potranno contare quindi su un anno di cassa integrazione straordinaria, con decorrenza dal 7 aprile 2015, quando è stato deciso il commissariamento del colosso dell’arredamento, in forte crisi aziendale da alcuni anni. In questo modo, è garantita la copertura economica per tutti, per chi sta lavorando a orario ridotto e con turnazioni nei negozi superstiti così come per chi, con le serrande abbassate, non sa se riavrà la propria occupazione.
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In questo modo si potrà arrivare al pagamento delle «indennità al personale interessato dalla cassa integrazione straordinaria: con il decreto approvato nei giorni scorsi, sostanzialmente tutto il personale dipendente di Mercatone Uno ha una copertura economica, derivante o dall'indennità di cassa integrazione o dalla retribuzione ordinaria dopo il riavvio delle attività dei punti vendita» – chiariscono i tre commissari straordinari del gruppo Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari.
L’altro fronte caldo è quello del riassetto dell’azienda. I commissari annunciano la riapertura di dieci dei 29 negozi chiusi in primavera: «Ad oggi sono 50 i punti vendita operativi in numero superiore rispetto a quanto inizialmente previsto. Per altri dieci punti vendita è prevista la riapertura nei prossimi mesi, per un totale di 60».
Per quanto riguarda il rapporto con i clienti, l’amministrazione straordinaria ha ottenuto dal tribunale di Bologna il via libera per «accettare i buoni “Salta la Rata” e simili, maturati da oltre 12.500 clienti prima del 7 aprile 2015».
Promozioni che erano rimaste nel limbo dopo gli sconquassi societari, creando un danno di immagine che ora si cerca di far rientrare. Sempre su questo tema, si punta a ristabilire «corrette relazioni economiche e di lavoro con buona parte dei fornitori» e si pensa alla cessione di parte del patrimonio.
Nei mesi scorsi è stato pubblicato un bando per raccogliere manifestazioni d'interesse, per l'intero marchio o per sottosezioni singole, che ha visto farsi avanti 53 realtà imprenditoriali. Ora il trio di commissari sta valutando tutte le documentazioni, per capire quale sia la soluzione migliore: per alcune reti regionali l'interesse è alto, e le manifestazioni contenevano proposte economicamente interessanti, che potrebbero anche portare qualche certezza in più per i posti di lavoro ancora a forte rischio. (adr.ar.)
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