Parmigiano Reggiano: «La Dop sia stampata sulle formaggere»
REGGIO EMILIA. Nuova azione del Consorzio del Parmigiano Reggiano a tutela dei consumatori. Dopo il confronto a Bruxelles finalizzato a stroncare le usurpazioni in atto negli Usa (100.000 tonnellate...
REGGIO EMILIA. Nuova azione del Consorzio del Parmigiano Reggiano a tutela dei consumatori. Dopo il confronto a Bruxelles finalizzato a stroncare le usurpazioni in atto negli Usa (100.000 tonnellate di falsi venduti come “parmesan” e caratterizzati da diversi richiami all'Italia), l'azione dell’ente di tutela si sposta ora in Italia, e in specifico sul prodotto grattugiato servito nella ristorazione. «La nostra nuova iniziativa - spiega il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai - in realtà ha un doppio obiettivo: da una parte, infatti, mira a fornire nuove certezze ai consumatori sull’identità dei formaggi presentati in tavola grattugiati e, dall'altra, offre al mondo della ristorazione la possibilità di valorizzare molto più esplicitamente l'utilizzo di prodotti Dop come il Parmigiano Reggiano e altri idonei alla grattugia». E' dunque per questo che il Consorzio, in una lettera inviata al ministro Maurizio Martina, oltre ad un plauso per le iniziative definite con il “Piano Latte”, propone un'integrazione con specifico emendamento, chiedendo esplicitamente l'inserimento una norma che preveda l'obbligo di indicazione, sulle formaggere presentate in tavola e nei menu, del nome esatto del formaggio Dop utilizzato. «Ciò che chiediamo venga messo in atto normativamente in altri Paesi, primo fra tutti la Francia, è già stato attuato spontaneamente da diversi ristoratori», che giustamente arrivano a far valere un po' di più, sul prezzo proposto, i piatti che contengono formaggi Dop».
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