Pd e sinistra insieme sull’acqua pubblica
Albinea, il sindaco Giberti e la proposta Agenia: «Non vogliamo più scelte irreversibili e vincolanti»
ALBINEA. Favorevole alla ripubblicizzazione del servizio idrico. Si schiera nettamente il Comune di Albinea, nel sempre più teso confronto sulla gestione dell'acqua pubblica reggiana.
Il 3 agosto il consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno a favore della gestione pubblica del servizio pubblico, con i voti della maggioranza PD e del gruppo “L’altra Albinea - Sinistra unita”.
«Dobbiamo evitare che una gara venticinquennale affidi a terzi la gestione della nostra acqua» – ribadisce il sindaco Nico Giberti. «Coerentemente con le posizioni assunte sin dalla campagna elettorale e dai primi consigli comunali – continua – sosteniamo il progetto “in house”, fermo restando la necessità di fare chiarezza sui dubbi legislativi, per avere la certezza di non aggravare i conti pubblici e appesantire le bollette dei contribuenti».
Il problema è questo. Lo studio di fattibilità presentato da Agenia non ha trovato un'accoglienza unanime fra i vari comuni. «Sono tutte opinioni legittime. Quello che abbiamo voluto sottolineare con il documento è la necessità di un’interpretazione autentica e puntuale della normativa che regola il consolidamento in bilancio dei debiti contratti dalle società partecipate. Fino ad allora riteniamo che il piano economico presentato sia ampiamente sostenibile» – spiega Giberti. E d’ora in poi Albinea sarà in prima linea: «Dobbiamo evitare di affidare a una gara un servizio essenziale come la gestione sistema idrico, non vi sarebbero garanzie sul mantenimento del livello dei servizi odierni forniti da Iren né sul contenimento degli aumenti tariffari nel tempo».
Inoltre «la gestione in house ci consentirebbe una reversibilità della scelta in caso di obblighi normativi troppo stringenti, la gara invece ci vincolerebbe per 25 anni a scelte che difficilmente potremo governare».
Soddisfatto anche Luca Grasselli di “L’altra Albinea – Sinistra unita”, che ha invitato i colleghi della maggioranza a «un’azione congiunta di sensibilizzazione sul tema, nei confronti di altri comuni, in modo da allargare il più possibile la discussione, cercando di fare emergere le contraddizioni presenti in molto gruppi consiliari di maggioranza». È necessario, per Grasselli, che «la discussione esca dalle stanze segrete di Atesir e dei direttivi del Pd reggiano e che i cittadini possano valutare i comportamenti tenuti dal proprio sindaco sulla vicenda». Il prossimo appuntamento è per un'assemblea pubblica aperta alla cittadinanza, «che si terrà entro la metà di settembre». (adr.ar.)
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