Gazzetta di Reggio

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Siccità del Po, i temporali non bastano

di Franco Dallasta
Siccità del Po, i temporali non bastano

Boretto: il livello è leggermento risalito grazie anche al rilascio di acqua dai laghi alpini, ieri l’audizione alla Camera

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BORETTO. Non sono certo bastati alcuni temporali che si sono scatenati nei giorni scorsi sul nord Italia – in particolare sulle Alpi e Prealpi piemontesi e lombarde – per risolvere il problema della siccità e della grave secca del fiume Po. All’idrometro di Boretto il livello del fiume non ha toccato il limite record del 2003 (-4,40) ma si è fermato intorno ai -3,73 alla fine di luglio per poi risalire leggermente in questi giorni a -3,30 grazie, appunto, a qualche temporale ma, soprattutto, all’apporto dei rilasci d’acqua decisi dall’accordo tra l’Autorità di Bacino del Po e gli enti di gestione dei laghi (in particolare Lago di Como e Lago Maggiore) che hanno rilasciato rispettivamente nei rispettivi fiumi emissati, l’Adda e il Ticino, l’acqua necessaria per mantenere un livello minimo vitale per il Po.

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La situazione del Po e dei suoi affluenti è stata presentata ieri dal segretario dell’Autorità di Bacino, Francesco Puma, alla Commissione Ambiente della Camera, presieduta dallo stesso ministro per l’Ambiente, Gianluca Galletti.

«Quanto dichiarato sulla grave siccità del bacino idrico padano dal Segretario generale dell’Autorità di bacino del fiume Po, Francesco Puma, che si aggiunge alle notizie sulla bomba d’acqua e le frane in Cadore, che hanno purtroppo causato tre vittime – ha dichiarato al termine dell’audizione, la deputata Chiara Braga, responsabile Ambiente del Partito Democratico – descrivono chiaramente gli effetti del cambiamento climatico con la conseguente estremizzazione di eventi atmosferici, che sono ormai peculiarità d’Italia e più in generale d’Europa. Si contano infatti, soprattutto in questa estate, eventi metereologici sempre più estremi come alluvioni, tempeste alternati a periodi di caldo eccessivo, primi stadi di desertificazione e siccità, come quella che appunto interessa il Grande Fiume. E a cui l’Autorità di Bacino del Po sta cercando di far fronte anche con l’apporto idrico dei laghi alpini. E’ perciò necessario, come richiamato sia da Papa Francesco sia dal Presidente Obama e come peraltro ha ben presente il Governo Renzi, agire contro il climate change attraverso il miglioramento dell’efficienza energetica di edifici, dei veicoli e dell’illuminazione, la maggiore attenzione alla silvicoltura specie in montagna, la riduzione delle emissioni inquinanti e di CO2».

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Dall’audizione è poi emersa anche l’importanza di portare a compimento la riforma della governance delle autorità di distretto, contenuta nel collegato ambientale in corso di approvazione al Senato, per dare all’autorità di distretto strumenti adeguati a regolare aspetti oggi critici di derivazione e utilizzo della risorsa idrica sull’intero bacino del Po».

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Un problema che si presenta ogni volta che si verificano eventi ormai non più straordinari come alluvioni e periodi di siccità estrema e si deve attendere soltanto che ad intervenire sia la... provvidenza.

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