«I campi danneggiati dal caldo di luglio»
Carpineti: l’amministrazione comunale replica alla polemica del Pd sull’abbandono del Sassuolo
CARPINETI. Un luglio particolarmente caldo e poco ventilato. Per l’amministrazione comunale, è il caldo torrido delle scorse settimane ad aver ridotto in pessime condizioni i campi da calcio del paese, portando così all’addio anticipato del ritiro del Sassuolo Calcio. Da anni la formazione neroverde trascorre parte della propria preparazione a Carpineti, e anche quest’anno ha mantenuto la tradizione.
Dopo pochi giorni di lavoro, però, l’allenatore Eusebio Di Francesco ha chiesto e ottenuto il rientro a Sassuolo, lamentandosi della qualità del fondo dei due campi da calcio e della presenza di erbacce che toglievano stabilità e creavano zolle, e che avrebbe potuto rappresentare un rischio per gli atleti. Così, domenica scorsa la prima squadra ha fatto cambio con la Primavera, così almeno da mantenere l’impegno con l’albergatore che ospita il gruppo. Nel frattempo, a Carpineti sono partite diverse polemiche e la minoranza PD ha chiesto all’amministrazione guidata da Tiziano Borghi di dare spiegazioni, sottolineando come la vicenda non aiuti certo il turismo appenninico.
Il Comune, nei giorni seguenti all’addio sassolese, ha avviato una serie di verifiche per capire cosa fosse accaduto. «Fatte le dovute indagini e verifiche in tempi stretti, sono stati confermati i fattori che, fin da subito, erano individuati dall’assessore allo Sport Enrico Rossi» – spiega l’amministrazione. Ogni anno, si ricorda, qualche settimana prima del ritiro il Sassuolo Calcio manda un proprio incaricato a visionare la struttura e i campi, e questa persona deve, se lo ritiene, indicare eventuali interventi sul fondo erboso. «Anche quest’anno un delegato del Sassuolo ha fatto un sopralluogo e indicato gli interventi che riteneva opportuni per garantire una situazione ottimale. Interventi che sono stati eseguiti da una ditta di sua fiducia» – afferma il Comune. Il problema però sono i risultati, con un campo rovinato e cedevole, pericoloso per chi deve correrci sopra per ore. Il peggioramento sarebbe dovuto a «una diversa condizione climatica, amplificata dalla particolare collocazione dei campi. Questo secondo la relazione di un agronomo incaricato».
L’esperto sostiene che «che la scarsa circolazione dell’aria e il mantenimento della temperatura sopra i 20 gradi notturni, associati ad altri elementi tra cui il raggiungimento dei 37 gradi diurni, hanno costituito un mix di elementi che, in modo repentino, hanno decisamente rovinato il manto erboso, generando un’abnorme prolificazione delle infestanti che hanno soppiantato l’erba nobile».
Queste erbe infestanti, quindi, hanno tolto stabilità e fatto emergere la sabbia del fondo. Era ormai troppo tardi per intervenire: «Come ben sanno coloro che si occupano di agricoltura, un processo vegetativo in atto non è facilmente modificabile in tempi brevi, soprattutto nel periodo estivo».
L’amministrazione comunale quindi, ha deciso di rimandare il problema al prossimo consiglio comunale, dove la giunta risponderà all’interrogazione dell’opposizione PD ed «illustrerà con dovizia di particolari situazioni, fatti e accordi assunti con l’AC Carpineti, il Sassuolo e l’agronomo che ha curato la relazione tecnica sui campi da calcio di Carpineti riferita al luglio 2015». (adr.ar.)
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