Non solo portalettere ma anche volontari in varie associazioni
Scandiano: storie di impegno civile degli impiegati e della direttrice dell’ufficio recapito di via Mazzacurati
SCANDIANO. C’è chi aiuta i bambini cresciuti a Chernobyl, chi canta e organizza attività benefiche in parrocchia, chi realizza regalini da vendere per aiutare la Croce Rossa. E c’è chi, grazie ai cani, ha superato le sue paure e ora si dedica alla ricerca del tartufo.
Belle storie di impegno civico, come il territorio reggiano per fortuna regala ancora in abbondanza, unite da un filo giallo-blu, il colore di Poste Italiane, e da un indirizzo, quello del centro di recapito di via Mazzacurati a Scandiano.
Uno storico riferimento per la zona, da cui si smistano le corrispondenze per Scandiano, Casalgrande, Castellarano, Albinea, Baiso e Viano, con oltre cinquanta persone impiegate, fra portalettere e addetti interni. Molte di loro sono ormai presenze storiche, che vivono in zona da anni, e la loro attività non è certo legata solo alle Poste. Fra volontariato e passioni, animano lo scandianese in tanti modi, per poi ritrovarsi ogni mattina in via Mazzacurati.
La responsabile, Antonietta Mammi, lavora alle Poste da 35 anni e a lungo, pur avendo buone opportunità di carriera come direttrice dell’ufficio postale di Scandiano 1, quello di via Tintoretto, ha messo davanti il suo lavoro come portalettere, per ben 15 anni. Nel 2007, la chiamata a referente del centro. Unita alle sue passioni. Antonietta è una delle animatrici della parrocchia di Santa Teresa, e lì sono nate la compagnia teatrale “Teresianum” e il coro “EsseTiMajor”. La Mammi si divide fra le due realtà.
«Ci esibiamo gratuitamente o per beneficenza spesso in luoghi di sofferenza come ospedali, case di riposo» –racconta – In questo modo, si fa anche beneficenza, raccogliendo fondi per la chiesa e l’oratorio di Reggiolo danneggiati dal terremoto, per l’ascensore per disabili dell’oratorio San Filippo Neri di Poviglio e per il progetto missionario “Naõ sei mas quero” di Utinga in Brasile, da sempre legato alla zona ceramiche. Opera principalmente a Scandiano Anna Montanari, che ha unito la passione per la creatività manuale e l’impegno.
Da tempo realizza oggetti, decorazioni e materiali fatti a mano, che mette a disposizione della Croce Rossa: i volontari li vendono poi nei loro stand alle varie manifestazioni, tenendo il ricavato.
«Metto volentieri a disposizione il mio estro creativo per uno scopo benefico e sono contenta che i miei oggetti vengano utilizzati da persone sensibili e generose» – spiega soddisfatta.
Pensa anche a fuori dall’Italia Elisa Viappiani, che nel periodo estivo è una delle organizzatrici dell’ospitalità – ormai consolidata negli anni – ai bambini ucraini che provengono dagli orfanotrofi della zona di Chernobyl, dove gli effetti del disastro nucleare sono ancora ben presenti.
«A volte, presi dai nostri problemi quotidiani, non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati rispetto a moltissime persone che soffrono nel mondo» – riflette. È per questo che ha deciso di ospitare, «anche se per un breve periodo, questi ragazzi. Per trasmettere loro un po’ di umanità, affetto e benessere psicofisico, di cui sono stati privati dalla tragica esperienza che hanno vissuto per la scomparsa dei loro genitori in seguito al noto disastro nucleare».
Un bel esempio di forza di volontà è Nadia Torlai. Portalettere, nei suoi primi anni di lavoro è stata morsicata tre volte da cani, incidenti che in lei hanno generato una vera fobia per questi animali, con timori al solo pensiero di consegnare corrispondenze dove si sono cani da guardia. La soluzione l’ha trovata nella pet therapy: «A distanza di qualche anno ho conosciuto Maya, una cucciola di circa due anni, senza dimora. E’ stato un colpo di fulmine: mi ha guardato fissa negli occhi e non sono riuscita a staccare lo sguardo, così me la sono portata a casa. Da quel momento ho iniziato a lavorare con lei, addestrandola per la ricerca del tartufo». E non si è fermata, aggiungendo un altro cane, Leon, alla famiglia, e diventando un’accanita tartufaia, spesso in giro per l’Italia per seguire la sua passione.
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