“Stolo” era un centrocampista alla Pirlo
Gli ex compagni di squadra ricordano così lo sfortunato ex calciatore, ora dirigente alla Libertas
GUALTIERI. «Era un centrocampista dai piedi buoni, alla Pirlo: giocava con il destro e con il sinistro indifferentemente e aveva una gran “castagna”, un tiro potentissimo». Ricordano così, gli ex compagni di squadra di Fabrizio Lasagni, le doti calcististiche dello sfortunato 39enne di Santa Vittoria, morto mercoledì sera dopo essere stato punto al collo da un calabrone.
Nato il 19 aprile 1976, Lasagni ha militato in diverse squadre della Bassa, a partire dal Reggiolo: aveva vestito la maglia della squadra Juniores biancorossa, debuttando anche in Interregionale.
“Stolo” ha poi giocato anche nel Guastalla e nel Novellara, concludendo la sua carriera calcistica nella squadra locale della Virtus Santa Vittoria (oggi confluita nel Progetto Intesa) con cui, nel 2004/2005, conquistò una storica promozione in Seconda categoria. Nella squadra di casa rimase poi per altre tre stagioni, anche se non era più tra i titolari.
Nel ruolo di dirigente accompagnatore, aveva dato una mano alla squadra cittadina del Santos e da poco tempo era entrato a far parte, sempre come dirigente, della Libertas Virtus di Pieve Modolena.
Era un rappresentante di prodotti sanitari e ora lavorava per l’Idraulica Emiliana.
Fabrizio “Stolo” Lasagni lascia i genitori – il padre Ermes e la madre Miriam – e il fratello Matteo.
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