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Internato dell’Opg di Reggio Emilia ferisce i genitori e sei agenti

di Elisa Pederzoli
Internato dell’Opg di Reggio Emilia ferisce i genitori e sei agenti

La violenta reazione dell’uomo durante un colloquio. L’allarme dei sindacato della penitenziaria: «Siamo in pochi»

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REGGIO EMILIA. Ha aggredito il padre e la madre con calci e pugni, poi si è rivoltato contro gli agenti della polizia penitenziaria che sono intervenuti per bloccarlo. E’ finita che oltre ai genitori, a rimanere feriti sono stati sei agenti.

La notizia della violento episodio arriva dall’Opg. Il protagonista è un giovane internato, non nuovo purtroppo a reazioni violente. Una situazione difficile, di sofferenza umana non solo del giovane ma anche della sua famiglia e che fa emergere, una volta di più, anche le difficili condizioni in cui la polizia penitenziaria si trova a operare, nonostante il percorso verso la chiusura degli Opg sia avviata da mesi e il numero degli internati stia via via calando.

A denunciare l’accaduto è il sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe), attraverso la segreteria provinciale. Spiega Mario Tafuto: «Il soggetto internato non è nuovo a questo tipo di comportamenti, tant'è che il Sappe da tempo chiede che questi soggetti possano essere contenuti ai sensi dell'articolo 41 del Dpr 230 del 2000 per prevenire ed impedire simili aggressioni e per la salvaguardia stessa dell'incolumità del ricoverato. Invece, quando si verificano queste situazioni non sappiamo come fare a intervenire. Cerchiamo di contenerle, ma questa volta sono stati sei gli agenti che ci hanno rimesso».

Tafuto e il Sappe puntano il dito contro la mancanza di video sorveglianza e misure antiscavalcamento, importanti quando ad esempio gli internati sono a colloquio con le famiglia. Come nel caso del giovane che venerdì ha aggredito i genitori che lo avevano incontrato.

Mentre con cinque dei sei agenti che avranno bisogno di ulteriori cure, e dunque di giorni di malattia durante i quali saranno costretti ad assentarsi dal lavoro, una volta in più emerge il problema di un organico non adeguato alle esigenze della struttura.

«Questi sono eventi che aggravano e alimentano la gravissima carenza di personale già segnalata – spiega il sindacalista – Quella di quatto commissari, undici ispettori, undici sovrintendenti e almeno venti agenti assistenti». Ora, tra ferie e giorni di malattia toccherà fare degli straordinari. «O avere un solo agente al posto di due in alcune situazioni, a rischio della sicurezza» fa notare Tafuto.

Da quando è iniziato il percorso per la chiusura degli Opg, sono molto diminuiti gli internati nella struttura di via Settembrini: attualmente, ci sono 75 persone ristrette. Questo, perchè gli internati sono stati dirottati verso le Rems (le Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza) regionali. Resta il problema delle Regioni che sono in ritardo nella realizzazione di questi luoghi (come il Veneto) e quindi i relativi internati ancora devono restare a Reggio. E restano coloro che hanno una situazione clinica, e di pericolosità, per cui necessitano non solo di una struttura con personale medico, ma anche di sicurezza.

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