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La Bonifica all’opera per scongiurare la siccità

di Claudio Corradi
La Bonifica all’opera per scongiurare la siccità

REGGIO EMILIA. Dopo una brevissima e piacevole tregua è tornato il gran caldo sulla nostra provincia che, secondo le previsioni, ci accompagnerà per lo meno fino a sabato con temperature massime...

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REGGIO EMILIA. Dopo una brevissima e piacevole tregua è tornato il gran caldo sulla nostra provincia che, secondo le previsioni, ci accompagnerà per lo meno fino a sabato con temperature massime superiori ai 36 gradi centigradi. Anche ieri il termometro ha fatto registrare la massima di 37 gradi.

Il bilancio meteo del mese di luglio nel frattempo si è concluso con temperature medie di oltre tre gradi superiori alla media dell’ultimo ventennio, temperature massime di sei gradi superiori a quello dello scorso anno (36 gradi di media delle massime) e minime che mediamente non sono mai scese sotto i 20 centigradi. Un mese di Luglio che oltretutto, salvo poche sporadiche eccezioni sul territorio pedecollinare, è stato caratterizzato dall’assenza assoluta di precipitazioni ed una umidità relativa, spesso prossima anche al 70%, che si farà ricordare a lungo. Nel mentre nei campi proseguono le irrigazioni grazie alla disponibilità di acqua ed una efficiente rete di infrastrutture di bonifica nonostante la disponibilità idrica di quest’anno ed i bassi livelli del Po ci abbiano fatto comprendere in modo particolare che non abbiamo a che fare con un bene inesauribile. Tanto che in più occasioni si è parlato di possibile contingentazione delle erogazioni se non addirittura di sospensione delle irrigazioni. Casi estremi ai quali per fortuna non siamo ancora dovuti arrivare grazie ad una oculata gestione delle risorse idriche da un lato e delle emergenze colturali dall’altro.

Nei giorni scorsi il direttore del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale Domenico Turazza ha precisato che «per far fronte alle ingenti richieste, come è consuetudine in questo periodo, abbiamo fatto ricorso alle turnazioni irrigue vale a dire che i canali secondari e soprattutto quelli terziari, canali distributori finali, sono stati invasati a rotazione. Nel dettaglio i canali del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale ammontano 2500 chilometri, con 50 impianti di sollevamento. In questo momento sono impegnate 140 persone tra addette all’irrigazione e agli impianti». A livello di piovosità il 2015 è stato un anno particolare. Ad oggi, dall’inizio dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2014 manca il 38% della pioggia. Questo anche se rispetto alla piovosità media dei primi sette mesi dell’anno registrata nell’ultimo ventennio è piovuto il 10% in più. La criticità si evidenzia però nella valutazione della piovosità dei mesi estivi visto che quella invernale, una volta saturati i terreni, viene dispersa. A partire dal mese di maggio invece lo sgrondo dei terreni è molto più modesto, la costituzione di riserva idrica più preziosa e l’utilizzo delle precipitazioni da parte delle colture sempre più importante. La piovosità dei mesi di Maggio, Giugno e Luglio 2015 è stata del 33% inferiore rispetto a quella media calcolata sugli ultimi 20 anni mentre rispetto a quella del 2014 addirittura inferiore del 58%. I numeri parlano chiaro. Fra maggio e luglio di quest’anno sono caduti solo 118 millimetri di pioggia rispetto ai 176 attesi secondo la media dell’ultimo ventennio. Questo quando lo scorso anno nello stesso periodo erano piovuti ben 278 millimetri. A livello di prevenzione delle emergenze idriche estive, sono diverse le azioni messe in campo dal Consorzio.

Ne è la prova uno dei primi esempi di utilizzo di acqua reflua depurata dall’impianto di a Mancasale, 6 milioni di metri cubi d’acqua, resa così compatibile per l’irrigazione che permetterà maggiori volumi irrigui complessivi del 5% con un significativo risparmio energetico. «Inoltre – puntualizza Turazza - dopo l’ampliamento del bacino a monte della traversa di Castellarano è in corso la progettazione di una serie di piccoli invasi laterali ai fiumi che consentiranno l’utilizzo ai fini irrigui dell’acqua che scorre nei fiumi in primavera. In totale la disponibilità irrigua del consorzio, che ogni anno si aggira mediamente sui 200 milioni di metri cubi d’acqua, dovrebbe aumentare del 10% entro il 2020».

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