«Palazzo Malaguzzi un angolo di storia che cade a pezzi»
Reggio Emilia, l’allarme lanciato dal segretario cittadino della Lega Nord «Dal tetto pendono tavelle di legno. Chi interviene?»
REGGIO EMILIA. Soltanto pochi giorni fa, in pieno centro a Reggio dal davanzale di uno storico palazzo s’è staccato un pezzo di cemento finendo sul marciapiede, fortunatamente mentre non stava passando nessuno. Invero, sono tanti i palazzi che - in centro - accusano i segni del degrado. Un altro caso è quello che segnala Alberto Attolini, segretario della sezione di Reggio della Lega Nord.
Nel cuore della città, a pochi metri da Piazza Prampolini, tra Via Palazzolo e Vicolo delle Rose, a fianco di edifici sedi di uffici comunali, sorge Palazzo Malaguzzi, un tempo ala secondaria della dimora della nobile famiglia reggiana, che diede i natali alla madre di Lodovico Ariosto. «Di proprietà privata - spiega Attolini - mai particolarmente curato, da alcuni anni è in stato di abbandono, malgrado un cartello ne indichi il futuro recupero».
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In realtà il cartello indica nella Renal, una delle società immobiliari più note in città, la proprietà che punta a fare in quel palazzo «appartamenti di varie metrature, finiture di pregio, autorimesse private». La contiguità con edifici pubblici non ha impedito che l’incuria producesse l’ennesimo caso di degrado e pericolo nel centro storico».
Perché Attolini parla di pericolo? «Dal tetto del palazzo, nel suo lato prospiciente Vicolo delle Rose - sottolinea ancora l’esponente del Carroccio - pende una tavella in legno, forse in attesa del passante giusto sul quale dolcemente librare. A dire il vero, neppure il resto del tetto appare in condizioni ottimali». Nel porre la questione all’attenzione della stampa cittadina, sottolineandone la gravità e il pericolo per la pubblica incolumità, sottolinea ancora Attolini «non si può fare a meno di notarne la valenza simbolica.
Un palazzo fatiscente, con parti che stanno letteralmente crollando, a fianco del Comune, è davvero troppo». Poi l’ultima stoccata è tutta politica. Destinatario, il sindaco Luca Vecchi. Scrive Attolini: «Dal momento che la pavimentazione della città fa rabbrividire, per evitargli spaventi, invitiamo il Sindaco a non camminare a testa bassa. Guardi per aria: magari potrà prevenire qualche disastro».
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