«Vogliamo il Loolapalooza al Campovolo, dopo Ligabue»
Sui social network l’assedio a Perry Farrell, creatore del Festival mondiale dell’Alternative Rock
REGGIO EMILIA. Loolapalooza al Campovolo? Al creatore di uno dei più grandi e conosciuti festival rock al mondo piacerebbe. Sono giorni di grande fermento fra gli appassionati di musica reggiani, che sognano di vedere all’arena Campovolo una tre giorni con parecchie stelle internazionali sotto uno dei marchi più leggendari dell’alternative rock, Loolapalooza.
A generare speranza è lo stesso Perry Farrell, voce di Jane’s Addiction e Porno for Pyros e ideatore nel 1991 del festival. Sul suo profilo twitter Farrell ha postato una foto del Campovolo strapieno per un concerto di Ligabue, annunciando che dopo Berlino – dove Loolapalooza sarà dal 12 al 13 settembre 2015, nell’ex aeroporto di Tempelhof – ora vorrebbe venire in Italia. E chiede al profilo twitter Arena Campovolo se l’idea è gradita.
Looks nice!? RT @ArenaCampovolo: After Lolla Berlin we want @lollapalooza in Italy too! Do u like this place? pic.twitter.com/5S0UCobhRc
— Perry Farrell (@perryfarrell) 7 Agosto 2015Ovvia la risposta positiva e il diffondersi del tam tam tramite web, tanto che nel giro di poche ore è già nata una pagina facebook, gestita da reggiani e chiamata “Bring LOLLAPALOOZA to Campovolo”. L’obiettivo? Un “assalto” online a Farrell, tramite un tweet allo stesso organizzatore del festival da inviare tutti insieme il 21 settembre, con un testo chiaro: “@PerryFarrell Bring @Lollapalloza to @ArenaCampovolo! #LollaCampovolo #Campovolo”.
Lunedì 21 settembre manda un tweet a @PerryFarrell per portare il @Lollapalooza al #Campovolo http://t.co/na1H7cng5n pic.twitter.com/7sDQizx5zu
— ArenaCampovolo (RE) (@ArenaCampovolo) 7 Agosto 2015Chiaro che un semplice appello online non è sufficiente, ma vedere una mobilitazione massiccia potrebbe convincere lo staff a valutare seriamente l’ipotesi, che comunque è già stata presa in considerazione. Alla ricerca di spazi adeguati in Italia, a Farrell è stato segnalato anche il Campovolo, probabilmente grazie all’eco dei maxi-concerti di Ligabue e pro-terremoto, e tramite social network ha voluto sondare il terreno.
L’entusiasmo degli appassionati di musica è alto, il percorso sarebbe lunghissimo ma la speranza che l’edizione estera del 2016 arrivi sulla via Emilia. L’evento sarebbe di primissimo livello, per qualità e risonanza mediatica, anche se comporterebbe ovviamente un enorme sforzo di logistica e di accoglienza, soprattutto per i fan stranieri. Sarebbe di sicuro anche un bel modo, prestigioso, per lanciare l’idea dell’arena “fissa”, in grado ogni anno di accogliere festival e concerti di spessore. Chiunque voglia sostenere l’idea, può iscriversi alla pagina e prepararsi al tweet da mandare il 21 settembre.
Il Loolapalooza è un nome leggendario, per gli appassionati di rock. Nel 1991 ha contributo a diffondere l’onda lunga del grunge e dell’alt-rock, coinvolgendo nei primi anni Nirvana, Red Hot Chili Peppers, Pearl Jam, Smashing Pumpkins, Nick Cave, Beck, Beastie Boys, uniti a un circo e a vari spettacoli artistici in diverse tappe statunitensi. Dopo un stop nel 1997, a causa dell’interesse calante, ha ripreso la corsa a sprazzi fra il 2003 e il 2006. Dopo di che, la rinascita come festival fisso a Chicago, con l’aggiunta di una tappa estera all’anno. Nel 2015 è toccato a Berlino, nel 2016 chissà.
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