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blitz in via Malaparte

Cocaina, arrestati due fratelli

Cocaina, arrestati due fratelli

Indagando su un caso la Mobile trova una nuova base dello spaccio

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REGGIO EMILIA. Come in un gioco di scatole cinesi, da un pusher al suo “rifornitore” di cocaina. E’ quanto accaduto venerdì sera, quando la Mobile è arrivata a capire qual’è la provenienza della “polvere bianca” smerciata dallo spacciatore bloccato una settimana fa in un parco. E gli agenti hanno localizzato in un’abitazione di via Malaparte – senza luce ed intestata ad un reggiano che non c’entra – la base di quello che ritengono un fornitore di stupefacente di medio livello.

Si tratta dell’albanese Kelmed Dautaj che venerdì, quando è uscito di casa, è stato subito bloccato: con sè ha 6 grammi di cocaina, poi perquisendo la casa ne spuntano altri 23 grammi, un bilancino e materiale per il confezionamento e il taglio. In casa c’è anche il fratello Daut Dautaj e pure lui finisce nei guai per spaccio. Ieri, in tribunale, Kelmed ha scagionato il fratello («Non sa che sono un cocainomane, quella droga la consumo con gli amici») che a sua volta ha detto di abitare solo da un mese in quella casa (prima viveva a Parma). 

E il giudice Alessandra Cardarelli sui due fratelli – difesi dai legali Matteo Marchesini e Federico De Belvis – ha poi preso strade diverse, liberando Daut e mettendo agli arresti domiciliari Kelmed. Saranno processati il 7 settembre.

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