Febbre del Nilo, il meccanico sarà dimesso
Prosegue il recupero del 69enne colpito da West Nile: secondo i medici sarà a casa tra una settimana
REGGIO EMILIA. Migliorano le condizioni dell’uomo di 69 anni di Reggio colpito da West Nile, meglio conosciuta come febbre del Nilo. Il meccanico con officina sul lungo Crostolo, è stato ricoverato tre giorni fa dopo aver manifestato i primi sintomi martedì scorso. Per capire i motivi del malessere che lo affliggeva, il meccanico è andato al pronto soccorso, dove gli è stata diagnosticata l’infezione virale trasmessa soprattutto dalle zanzare comuni, che proliferano per lo più in prossimità di grandi quantità d'acqua. Subito è scattato il protocollo al Santa Maria, dove è stato sottoposto a una terapia antivirale portando le sue condizioni a un progressivo miglioramento. Secondo i vertici sanitari dell’Ausl, il paziente potrebbe tornare a casa tra una settimana circa.
Il suo è stato il primo caso di malattia conclamata che si registra a Reggio Emilia, dove finora il virus era stato riscontrato solo in una sacca di sangue prelevata da un donatore, che tuttavia non aveva sintomi. La maggior parte delle persone infette dalla febbre del Nilo non mostra infatti alcun sintomo. Nel 20% circa dei casi, invece, la febbre si manifesta nella forma conclamata, con tosse, eruzioni cutanee, diarrea, linfadenopatia e difficoltà a respirare. Sintomi che durano solitamente 3-5 giorni e possono variare molto a seconda dell'età della persona. Con il paziente reggiano, il rapporto tra casi testati e conferme a livello regionale raggiunge il rapporto di 67 a 3. Nel 2013 i casi riscontrati in provincia sono stati sei. Sempre nel 2013 c'è stato anche un decesso: un’anziana, che mostrava una complicata situazione patologica pregressa, non potendo quindi escludere che la morte sia stata provocata da diverse concause. L'anno scorso, invece, nella nostra provincia c'è stato solo un caso sospetto, che non ha mai trovato conferma. Dal 20 luglio scorso, inoltre, sono aumentati i controlli sulle donazioni. In quella data è giunta infatti la segnalazione della presenza di West Nile virus in quattro gazze campionate nelle province di Modena e di Reggio. Per tutti i donatori, quindi, il Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale del Santa Maria Nuova ha fatto sapere che è scattato il protocollo di sicurezza, rendendo obbligatorio il West Nile Test.
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