Il tir andava ai 60 all’ora: accertamenti ora sui freni
Perplessità sulla lunga frenata che comunque non ha impedito il tamponamento. La nipote della vittima: «Penso ad una fatale distrazione, lì la strada è dritta»
REGGIO EMILIA. Proseguono le indagini della polizia stradale di Castelnovo Monti (coordinata dal pm Valentina Salvi) sul tragico tamponamento avvenuto giovedì pomeriggio lungo la via Emilia (poco prima di Bagno) ed ora spuntano perplessità sul sistema frenante del camion che ha causato il doppio tamponamento.
Perplessità che derivano dal fatto che la velocità tenuta quel pomeriggio dal mezzo pesante è stata accertata dagli agenti in circa 60 chilometri orari, quindi perfettamente nei limiti di legge in quel punto (non si possono oltrepassare i 90 chilometri orari).
Ma a quella velocità non eccessiva è seguita una frenata di una trentina di metri che, comunque, non ha impedito il terribile doppio urto. Una frenata considerata dagli inquirenti troppo lunga per un tir che oltretutto viaggiava senza carico. Da qui l’accertamento tecnico sul sistema frenante del camion, per capire se è o meno efficente.
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Resta poi in piedi il sospetto che al camionista Francesco Valla sia incappato in una grave distrazione alla guida e chi indaga potrebbe anche chiedere il sequestro del suo telefonino per verificare se lo stesse o meno usando poco prima dell’incidente.
Intanto arrivano notizie contrastanti dall’ospedale di Parma in cui sono ricoverati padre e figlio che erano nella parte anteriore della Lancia Phedra violentemente tamponata dal tir (urto fatale per l’85enne Anna D’Arienzo che si trovava nel sedile posteriore).
L’83enne Aniello Panariello sta meglio ed in serata è stato trasferito nel reparto di Medicina d’urgenza. Rimane, invece, in Rianimazione la guardia carceraria 48enne Antonio Panariello: le sue condizioni restano critiche ed è in pericolo di vita.
«Spero con tutto il cuore che lo zio Antonio possa riprendersi» dice con un filo di voce e tanta angoscia addosso la nipote Emilia (figlia della sorella del 48enne) che nell’abitazione di famiglia in via Tamburini (nella zona di San Maurizio) sta vivendo da giovedì un autentico incubo. Emilia vive con i genitori, i nonni Anna e Aiello da pochi anni li hanno raggiunti dal Meridione per stabilirsi in un appartamento che si trova sempre in via Tamburini. Una vita serena, piena d’affetto, spazzata via da questo assurdo incidente.
Le parole piene d’amarezza della nipote pian piano si spostano su quanto accaduto a Bagno: «Sono stata dov’è avvenuto lo schianto. Lì la strada è dritta, come ha fatto il camionista a non vedere le due macchine? Penso ad una fatale distrazione».
Giovedì pomeriggio Antonio – che con la moglie Lidia e due figli vive a Castelfranco Emilia (Modena) dove lavora come assistente capo nella locale casa circondariale – era venuto a Reggio per portare in auto i genitori al caseificio San Simone per comprare del formaggio da regalare ai parenti nella terra d’origine avellinese, perché il giorno dopo tutti insieme sarebbero partiti per le vacanze al Sud. Alla svolta a sinistra nei pressi del caseificio la Lancia Phedra della famiglia Panariello è stata centrata in pieno da dietro dal camion.
Non ancora fissati i funerali di Anna D’Arienzo che dovrebbero tenersi a Reggio.
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