L’asilo è un miraggio braccio di ferro tra Comune e Unipol
REGGIO EMILIA. Una polizza fidejussoria sta mettendo zizzania tra il Comune di Reggio e la società di assicurazioni Unipol, partecipata anche dal sistema della cooperazione reggiana. L’amministrazione...
REGGIO EMILIA. Una polizza fidejussoria sta mettendo zizzania tra il Comune di Reggio e la società di assicurazioni Unipol, partecipata anche dal sistema della cooperazione reggiana. L’amministrazione reclama da tempo il pagamento dei 93mila euro messi a garanzia della concessione trentennale di un’area comunale che doveva ospitare una scuola dell’infanzia assegnata alla cooperativa Sila. Proprio la Sila, però, è andata in crisi ed è stata chiusa, facendo scattare l’escussione della garanzia in carico a UnipolSai, che nonostante le insistenze del Comune non ha ancora saldato il conto. Per questo motivo la giunta comunale ha deciso di passare alle maniere forti, autorizzando un’azione esecutiva per il recupero del sostanzioso credito. L’operazione, però, potrebbe dare vita a un contenzioso legale con Unipol, che ha sempre fatto orecchie da mercante.
La vicenda parte sotto i migliori auspici nel lontano 2008, quando il Comune, al fine di realizzare un fabbricato destinato ad ospitare la scuola Mirò, ha stipulato con la coop sociale Sila una convenzione che prevedeva la concessione in diritto di superficie trentennale di un'area comunale posta in prossimità di via Settembrini a fronte del pagamento di 195mila euro, da pagarsi in dieci rate annuali di uguale importo (19mila 500 euro l’anno) e maggiorate degli interessi legali. Al momento della stipula la coop ha consegnato al Comune la polizza fideiussoria Unipol con la quale veniva garantito il pagamento di 23mila 400 euro (pari ad 19mila 500 euro + 20%) per ogni anno di validità della polizza stessa, con effetto dal 1/9/2008 e scadenza in data 1/9/2018. L’operazione è andata bene per i primi due anni. Dalla terza rata in poi i pagamenti non sono stati più rispettati nonostante le numerose richieste e solleciti. La Sila, che non aveva neppure dato inizio al lavori di costruzione del fabbricato nei termini previsti, ha capitolato nel luglio del 2012, venendo poi messa in liquidazione coatta amministrativa. Da lì la l’iter del Comune per vedersi pagare la fidejussione. Nel luglio del 2014 il Servizio Legale dell’amministrazione ha chiesto a UnipolSai l'escussione della polizza fideiussoria per un valore di 93mila 600 euro (pari a 23mila 400 euro per ciascuna delle annualità scadute dal 2010 al 2013). Dal quartier generale bolognese dell’assicurazione è giunta però una risposta interlocutoria, facendo scattare una seconda richiesta di escussione. Poi il silenzio.
Ad oggi, infatti, UnipolSai non ha provveduto a corrispondere al Comune quanto dovuto, facendo scattare la procedura esecutiva ora in mano all’avvocato Santo Gnoni, legale del Comune. (e.l.t.)
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