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«Vecchi non fa rispettare le ordinanze che firma»

«Vecchi non fa rispettare le ordinanze che firma»

L’Ausl ordina lo svuotamento del cantiere allagato. Opposizioni all’attacco Vaccari: «Menefreghismo sanitario». Rubertelli: «Sfregio al centro storico»

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REGGIO EMILIA. La “vasca” deve essere svuotata il prima possibile per evitare la proliferazione di zanzare e altri insetti. Pur non venendo definita pericolosa, la situazione sanitaria relativa al parcheggio di Piazza della Vittoria è all’attenzione di Ausl e Iren, che dopo il controllo di venerdì mattina hanno intimato lo svuotamento dello scavo del parcheggio interrato, allagato da lungo tempo a causa dell’acqua che emerge dalla falda sottostante.

L’ispezione, andata a vuoto giovedì e poi a segno il giorno dopo, era stata anticipata dall’attacco incrociato mosso dalle opposizioni del consiglio comunale, che hanno preconizzato quanto poi accaduto. Prima di tutto il mancato rispetto dell’ordinanza firmata dallo stesso sindaco Luca Vecchi, come rivelato dai tecnici dell’Ausl. Da parte sua, Norberto Vaccari, consigliere del Movimento 5 Stelle, ha parlato di emergenza sanitaria «causata dalla proliferazione di zanzare nell'acquitrino formatosi nello scavo. Più e più volte ci siamo sentiti dire dai responsabili del Comune che tutto va bene, che tutto è a posto, che tutto è sotto controllo. L’ad di Reggio Emilia Parcheggi ripete come un mantra che tutto è in ordine e che ogni provvedimento verrà preso. Peccato che ci sia una ordinanza sindacale che impone di prendere provvedimenti drastici dall'inizio di aprile e ai responsabili dei cantieri ordina di “evitare raccolte di acqua in aree di scavo” o di svuotarle completamente con periodicità non superiore a 5 giorni. Oltre a questo di sistemare i materiali necessari all’attività e quelli di risulta in modo da evitare raccolte d’acqua, di provvedere, in caso di sospensione dell’attività del cantiere, alla sistemazione del suolo e di tutti i materiali presenti in modo da evitare raccolte di acque meteoriche. Tutte attività totalmente disattese, come dimostra l'ampia documentazione fotografica pubblicata da giornali e social network. Ora ci si chiede, quando la giunta e, soprattutto, il sindaco, quale primo responsabile sanitario, si saranno svegliati e saranno tornati dalle giuste e meritate ferie, qualcuno farà presente ai responsabili del cantiere dei box privati di piazza della Vittoria del fatto che non hanno rispettato questa importante ordinanza? Saranno comminate delle sanzioni?».

Intanto, secondo quanto dichiarato dal direttore dei lavori del park interrato, Carlo Rossi, i lavori sono in ritardo di circa tre mesi a “causa” dei reperti, che già domenica dovrebbero essere rimossi da una squadra di archeologi, ai quali saranno affidati i mosaici spuntati con lo scavo. Resta da capire, però, cosa si potrà procedere e soprattutto quando con lo svuotamento della “piscina” a cielo aperto. Gli operai che operano sullo scavo sono in ferie fino al 24 agosto. Ciò significa attendere altre due settimane oppure chiamare le ditte per un intervento d’urgenza.

Tutti spunti per alimentare le continue polemiche, per un’opera «ferma da tempo, trasformata in piscina a cielo aperto» afferma Cinzia Rubertelli, consigliere di Progetto Reggio», che definisce il parcheggio «uno sfregio al centro storico» attaccando l’assessore ai Lavori pubblici Mirko Tutino. «Forse - ironizza la consigliera il parcheggio sotterraneo realizzato per vendere ai residenti box per auto, a pochi passi dal parcheggio Zucchi, sovente vuoto, era in realtà uno scavo archeologico, per portare alla luce reperti di epoca romana, vestigia delle vecchie mura, vasellame di varie epoche e perché no, anche antichi monili. Per ora è stata trovata l'acqua, bene comunque prezioso, anche se non storico, esattamente come fu trovata alla stazione, durante gli scavi del parcheggio, che quando furono smontate le paratie di legno, ci consegnò la città “cinese” che vediamo oggi». E ancora: «Gli scavi hanno portato alla luce antiche terme romane. Questo si che farebbe di Reggio una città turistica e proietterebbe Tutino magari come ministro dei Beni culturali». (e.l.t.)

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