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E' morto Evandro Infanti, diacono di Montecchio

Alessandro Zelioli
E' morto Evandro Infanti, diacono di Montecchio

Aveva 73 anni e ha sempre messo la sua Fede al servizio della comunità. Era stato tra i fondatori del Cine-Fotoclub e nel 2001 era stato insignito del premio "Montecchio ad arte"

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MONTECCHIO. Montecchio piange la scomparsa del diacono Evandro Infanti. Molto conosciuto in paese per la sua disponibilità verso il prossimo e il grande impegno sociale, che ha mantenuto nonostante la lunga e terribile malattia lo avesse già privato della voce da almeno dieci anni, si è spento domenica mattina all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio. Tutti nella città della Val d’Enza lo ricordano anche per il suo ruolo di ragioniere in Comune, che ha svolto sino alla pensione.

Infanti, 73 anni, è stato tra i fondatori del Cine-Fotoclub di Montecchio, di cui divenne poi presidente, ma la sua figura è legata soprattutto all’impegno nella parrocchia montecchiese, dove ha sempre servito il prossimo nel rispetto della parola di Dio, diventando diacono al tempo del vescovo emerito Paolo Gibertini.

A dare la notizia che ha sconvolto la comunità montecchiese è stato monsignor Antenore Vezzosi, parroco di Aiola, che durante la messa ha annunciato: «Evandro Infanti ci ha lasciato e con lui se ne va una persona ricca di meriti. Ha servito la società e la parrocchia con piena dedizione, tanto che la sua vita è stata di testimonianza della Fede. Ha saputo donarsi agli altri rimanendo interessato come animatore fecondo alle manifestazioni della parrocchia».

Figlio di un falegname – la famiglia Infanti era nota come i soièr, ossia coloro che producevano mastelli in legno – non ha mantenuto la tradizione di famiglia. Negli ultimi anni, ha collaborato anche con la Vecchia Montecchio per la quale realizzava articoli da pubblicare sull’annuario Montecc. Pur essendo privo della voce, Infanti aveva creato un modo originale di comunicare: aveva realizzato un alfabeto di carta e con una penna indicava lettera per lettera sino a comporre la parola. Non ha mai fatto pesare la propria malattia che ha combattuto con fede e con una forza di volontà unica, che nasceva proprio dalla parola di Dio. Nel 2001 gli era anche stato consegnato, dall’allora sindaco di Montecchio Iris Giglioli, il premio “Montecchio ad Arte”.

Infanti lascia la moglie Giovanna Bertolini, le figlie Elena ed Elisa e gli adorati nipoti. I funerali verranno celebrati martedì 11 agosto alle 10.30 nel santuario della Madonna dell’Olmo. La salma si trova all’obitorio dell’ospedale di Montecchio, dove è stata allestita la camera ardente.

Il sindaco Paolo Colli ricorda così Infanti: «E’ stato un uomo della Comunità, e come tale ha sempre abbinato alla grande disponibilità verso il prossimo una costante discrezione. Il protagonismo non gli apparteneva, gli interessava solo lo spirito di servizio. Per tanti anni è stato una presenza fissa in tutte le iniziative comunitarie: Evandro non faceva mai mancare la sua collaborazione, sempre con grande umiltà, mai un gesto sopra le righe. Finché le condizioni di salute glielo hanno permesso è sempre stato in prima fila, insieme alla sua famiglia, nelle iniziative sociali, culturali e parrocchiali. Lo ricordiamo ad esempio quale presentatore per tantissimi anni, in particolare di iniziative sociali e scolastiche. Diacono, è stato uomo di notevole rigore morale e di grandissima fede, che ha testimoniato costantemente nella sua vita, in ogni attività che svolgeva. Ha lavorato fino alla pensione come dipendente comunale. Coerentemente con tutta la sua vita, un funzionario di grande rigore e di inossidabile serietà e disponibilità».

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