Gazzetta di Reggio

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«L’aggressione? Prova l’inciviltà degli Opg»

di Jacopo Della Porta
«L’aggressione? Prova l’inciviltà degli Opg»

La parlamentare Vanna Iori (Pd) interviene sul caso dell’internato che ha ferito genitori e agenti

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REGGIO EMILIA. «L’aggressione avvenuta all’Opg non fa che ribadire che queste sono strutture incivili, non idonee a ospitare persone con problemi seri psichiatrici. Questi luoghi favoriscono episodi simili perché non c’è personale con competenze specifiche per seguire i pazienti».

Così la deputata del Pd Vanna Iori, segretario della commissione Giustizia della Camera, commenta l’aggressione avvenuta in via Settembrini, dove un internato ha picchiato prima i genitori e poi ferito sei agenti della polizia penitenziaria che cercavano di calmarlo. L’episodio è stato reso noto dai sindacati, che denunciano scarsa sicurezza e carenze croniche d’organico.

Gli internati, in base alla legge che ha chiuso gli Opg, dal primo aprile scorso devono essere ospitati nelle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems). Quella reggiana sarà pronta nel 2017 e sorgerà in via Montessori, a Due Maestà, e ospiterà 30 persone. Dopo l’episodio che ha coinvolto un internato solito a comportamenti violenti, viene spontaneo chiedersi quali livelli di sicurezza saranno garantiti agli operatori e a chi abita nei paraggi delle Rems.

«I cittadini non devono preoccuparsi perché queste strutture avranno una sorveglianza esterna a cura delle forze dell’ordine – spiega la deputata - All’interno ogni stanza sarà videosorvegliata, ma opererà soltanto personale sanitario, appositamente formato per seguire i pazienti». Le Rems saranno dunque luoghi prima di tutto di cura, confortevoli, dotati di spazi per l’attività fisica e molto diversi da un carcere. Ma sul livello di sicurezza dovrà esprimersi la prefettura e saranno luoghi presidiati? «Non mi stupisce che l’internato abbia aggredito i genitori perché spesso le persone che sono all’Opg hanno commesso i reati in famiglia, più che all’esterno, verso sconosciuti - prosegue la deputata – Per questo una volta usciti dall’ospedale psichiatrico si valuterà dove collocarli e le Rems sono una soluzione».

Gli internati, cioè le persone finite all’Opg dopo essere state assolte per vizio di mente nel corso di un procedimento penale, in base alla legge dovrebbero aver già lasciato gli ospedali psichiatrici giudiziari dal primo aprile scorso. La Regione Emilia-Romagna ha approntato due Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) a Bologna e Parma, mentre il Veneto è inadempiente e pertanto in via Settembrini sono ancora ospitati degli internati provenienti da quella regione. A metà giugno l’Ausl aveva informato che nella struttura di via Settembrini erano presenti 40 internati, contro gli 80 del primo aprile. A fine anno il numero arriverà a circa una ventina, in attesa che tutte le Regioni si dotino di strutture idonee. Continueranno invece a gravitare nell’orbita del sistema penitenziario i detenuti che hanno manifestato problemi psichiatrici mentre espiavano la pena e che sono attualmente una quarantina.

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