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Ora il Credem guarda al mercato

Ora il Credem guarda al mercato

Le fusioni di altri gruppi lasceranno spazi vuoti. Bizzocchi: «Li sfrutteremo noi»

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REGGIO EMILIA. Più soldi ad aziende e famiglie e un piano di crescita sul mercato ma solo per linee interne. Per il Credito Emiliano (Credem) le possibili aggregazioni da parte di alcuni gruppi bancari di medio taglio - prima di tutto le popolari - potrebbero lasciare vuoti alcuni presidi sul territorio. Un’opportunità per la banca di Reggio Emilia, partecipata dalla famiglia Maramotti, che intende sfruttare i benefici sanciti dalle eventuali operazioni di snellimento post fusione da parte delle concorrenza.

I numeri della banca reggiana sono confortanti, offrendo una base di lavoro proiettata verso lo sviluppo commerciale. Il Credem prevede di chiudere il 2015 con una crescita degli impieghi di 700-800 milioni rispetto a fine 2014. Lo ha annunciato ieri il direttore generale Adolfo Bizzocchi nel corso della conference call di presentazione della semestrale. Bizzocchi ha più volte ribadito la strategia del gruppo, focalizzata su una crescita dei volumi, che negli cinque ultimi anni ha portato a un’espansione dei prestiti di cinque miliardi. «Se non avessimo improntato la nostra strategia alla crescita avremmo corso molto meno negli ultimi anni e non avremmo fatto quel salto dimensionale che mi aspetto di poter sfruttare dal punto di vista commerciale una volta che il mercato si sarà stabilizzato», ha sottolineato. «Se avessimo seguito il mercato avremmo avuto il 23% di crediti in meno rispetto agli attuali - ha aggiunto - A me questo dato fa impressione».

Credem non intende inoltre partecipare all'imminente processo di consolidamento del settore bancario e, anzi, punta a sfruttarne le conseguenze dal punto di vista dell'acquisizione di nuove quote di mercato. «Confermo con decisione e con convinzione la nostra strategia di sviluppo per linee interne - ha sottolineato il direttore generale Adolfo Bizzocchi in conference call - I numeri che stanno arrivando da 18-24 mesi ci confortano in questo». Il consolidamento che, ha notato Bizzocchi, «riguarderà soprattutto le banche popolari ma ci potrebbe anche essere un allargamento a altre tipologie di banche», potrà in ogni caso lasciare spazi vuoti da sfruttare. «Come è sempre successo quando si mettono insieme più realtà non è che si sommano le quote di mercato, ma si lascia sempre qualcosa sul campo - ha messo in luce il banchiere - e questo va a vantaggio di realtà come la nostra, consolidata, reattiva, presente sul territorio».

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