Gazzetta di Reggio

Reggio

Sala slot, il Comune di Reggio Emilia vince al Tar e... se la prende

di Enrico Lorenzo Tidona
Sala slot, il Comune di Reggio Emilia vince al Tar e... se la prende

I giudici rigettano il ricorso dei proprietari: «Non hanno tolto le macchinette, norma violata». Il locale ora è dei cittadini

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Il Comune ha scommesso sulla legalità e ha vinto a mani basse. La sala slot di via Cassoli doveva togliere via le macchine Vlt e risanare gli abusi edilizi, come previsto dalla variante al regolamento adottato nel novembre 2012.

Una disposizione chiara da parte dell’amministrazione, intenzionata da quel momento il poi a diradare il numero delle sale slot in città confinandone la presenza nelle zone artigianali, lontano da case, scuole e quartieri. Da qui la battaglia legale con i proprietari della sala, Giuseppe Bassi e Paola Bursi, che con la sentenza definitiva emessa dal Consiglio di Stato si vedovo sfilare ora il locale, che confluirà nel patrimonio del Comune.

L’immobile - ben 158 metri quadri posti al piano terra del condominio di sei piani tra via Cassoli e via dei Mille - diventa infatti di proprietà del comune. Una conseguenza drastica sulla quale si erano appellati i titolari dell’immobile dato in locazione alla Adria Gaming Bolzano, gestore della sala giochi che aveva installato le videolottery in contrasto con il regolamento edilizio.

La sentenza del Consiglio di Stato seguita alle pronunce del Tar di Parma, «certifica dunque a tutti gli effetti la correttezza dell'acquisizione a patrimonio comunale dell'intero immobile interessato, per effetto delle leggi in materia di installazione di nuove sale gioco» scrive l’amministrazione comunale in una nota.

Con l’avvio del nuovo regolamento “anti slot”, le macchinette installate nel locale di via Cassoli erano diventate abusive. Il Comune aveva dunque imposto sia all’Adria Gaming sia ai proprietari di regolarizzare la situazione, avvertendo che, in caso di inottemperanza entro il termine di 90 giorni, la legge prevede l'acquisizione gratuita dell'intero immobile al patrimonio comunale.

Da qui parte quindi la grana più grossa: o ti metti in regola entro il termine o lo stabile diventa dello Stato. La Adria Gaming ha fatto orecchie da mercante, così come gli stessi proprietari dell'immobile che, come provato in giudizio, «non avevano svolto alcun tipo di attività, neanche di tipo giuridico - quale, ad esempio, l'invio di una lettera di diffida al proprio conduttore - per risolvere la situazione, limitandosi a delegare il tutto alla società e continuando altresì a percepire il canone di locazione».

Poi, però, il termine è scaduto, senza che le macchinette fossero tolte di mezzo e secondo un effetto automatico di legge, l'immobile è stato acquisito dal Comune. A seguito di questa acquisizione, l’amministrazione ne aveva dato quindi avviso a tutti i soggetti coinvolti, che a loro volta avevano iniziato una pluralità di contenziosi, conclusasi di fatto con la sentenza emessa lunedì 10 agosto.

Il batti e ribatti tra gestore e proprietari è terminato in maniera disastrosa: il primo non ha fatto nulla essendo solo un locatario, i secondi si sono trincerati dietro l’idea che a dover mettere in regola il locale fosse la Adria Gaming. Alla fine a vincere è il banco, il Comune di Reggio, che porta a casa una vittoria di calibro nazionale nella lotta contro le ludopatie e delle nuove e più stringenti regole sulle sale slot.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google