Gazzetta di Reggio

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Buda: denunciate sempre Così possiamo intervenire

di Elisa Pederzoli
Buda: denunciate sempre Così possiamo intervenire

Il comandante dei carabinieri: «Se la gente tace non abbiamo strumenti» E illustra la possibilità delle segnalazioni via web per risparmiare tempo

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REGGIO EMILIA. Parola d’ordine: denunciare. Il colonnello Antonino Buda, da poche settimane al vertice del comando provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia, ieri ha visitato la redazione della Gazzetta. L’incontro è stato anche una preziosa occasione per fare il punto della situazione, in un’estate in cui nel Reggiano reati come truffe agli anziani, furti in abitazione e scippi si stanno imponendo. Secondo il comandante provinciale, ogni possibile strategia di difese non può prescindere dalla denuncia da parte delle vittime.

«Le truffe - spiega il colonnello Buda - ci sono e purtroppo non riguardano solo gli anziani. Ci sono anche persone più giovani, 50enne e 60enni, che finiscono nella rete. Ma quello che ho notato è che c’è una certe resistenza alla denuncia, invece è fondamentale. Perchè se anche riusciamo a prendere un truffatore per un fatto analogo, poi non riusciamo a condannarlo per quello avvenuto prima se non c’è una denuncia. E oggi, è importantissimo denunciare ancora più di ieri, quando la certezza della pena era maggiore. La reciditività ha ricadute importanti, ci consente di più di far aprire le porte del carcere ».

La gente è scoraggiata, teme di fare statistica, di perdere tempo e di non ottenere risultati, per questo forse è meno propensa a denunciare.

«Invece, non è così. Anche l’altro giorno avevo letto sul giornale la notizia di quella signora scippata che non voleva denunciare per timore di fare statistica. Ho mandato il maresciallo da lei per spiegarle che invece è fondamentale. E poi forse non tutti lo sanno, ma è possibile presentare una denuncia anche via web tramite il portale dei carabinieri. Basta identificarsi e denunciare l’accaduto. Poi, la denuncia va formalizzata presentandosi al comando, con il quale si concorda un appuntamento. E così sarà possibile anche risparmiare tempo. Da parte nostra, alla luce della denuncia se c’è bisogno di provvedimenti urgenti possiamo già metterci all’opera».

Quale è il rapporto dei cittadini con il 112? Chiamano? Fanno segnalazioni?

«Leggo il mattinale tutti i giorni e vedo decine di segnalazioni. Fa piacere. In gran parte si rivelano falsi allarmi, ma preferisco muovermi per i falsi allarmi rispetto a quanto avviene in altre zone d’Italia dove invece dai cittadini non arrivano segnalazioni. Qui la gente collabora e nel caso dei due cittadini georgiani arrestati qualche giorno fa per tentato furto, la segnalazione si è rivelata decisiva. La gente ci chiama se vede auto sospette, persone sospette. Noi andiamo a controllare. E’ positivo».

La cosa che scoraggia maggiormente i cittadini è, però, vedere che anche in caso di arresto, poi questi tornano subito liberi.

«Per i reati minori il Codice parla chiaro e il magistrato ha direttive. A meno di una pericolosità documentata, su cui comunque decide il giudice, così va. Noi siamo carabinieri, quello che possiamo fare è fornire elementi».

Colpisce molto l’opinione pubblica, e non solo, anche l’incremento dei furti di rame.

«Tutti danno per scontato che siano appannaggio dei nomadi, ma non è così. Anche gli ultimi arresti ci parlano di cittadini italianissimi. Bisogna risalire alla filiera del riciclaggio, è l’unico modo per far rientrare il fenomeno. Le indagini devono essere più approfondite, ma ci vuole tempo. Noi stiamo lavorando. Se si riesce a provare che c’è l’associazione a delinquere questi rimangono dentro. Ci vuole impegno, ma non è difficilissimo. Perchè anche in quel campo sono organizzati, così come lo sono nel campo delle truffe agli anziani. Non accade tutto per caso».

Ma quelli che fanno più male sono in furti in abitazione. Chi sono e da dove vengono le bande che colpiscono il nostro territori?

«Quando i furti in abitazione sono a tappeto è perchè sono opera di bande. Spesso si tratta di bande che travalicano i territori, per questo è importante la collaborazione con forze dell’ordine di altre province. Molto spesso i malviventi si scambiano le zone n cui entrano in azione. Anche su questo, stiamo lavorando e continueremo l’attività di contrasto».

Via Turri, la zona stazione, quella intorno a via Secchi, al teatro Valli e al parco del Popolo: continuano a essere zone difficili e periodicamente additate da comitati e cittadini per il degrado. Cosa si può fare?

«I problemi, come quelli di via Secchi, o quelli di Scandiano dove ci hanno chiamato recentemente per il problema dei parcheggiatori abusivi si risolvono. Ma bisogna essere chiari: noi interveniamo con gli strumenti che abbiamo a disposizione, ci son persone già proposte per il foglio di via. Ma poi sento anche dire: lasciateli lì. E’ anche questione di scelte e bisogna avere la consapevolezza che i problemi rischiano di spostarsi se non ci sono alternative. Questo era un territorio che fino a non tanti anni fa aveva disoccupazione zero, oggi invece anche il Reggiano sente la crisi. Queste persone se non trovano un’occupazione devono comunque vivere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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