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Meno litri ma più qualità: il Lambrusco punta in alto

di Claudio Corradi
Meno litri ma più qualità: il Lambrusco punta in alto

Previsto un calo di produzione pari a 100mila litri rispetto alla stagione 2014. I consumi di vino frizzante sono in ascesa

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REGGIO EMILIA. Il Lambrusco è uno dei vini più apprezzati del momento e la viticoltura dei Lambruschi è quella che interessa quasi esclusivamente i territori della provincia di Reggio e di Modena che fra meno di 20 giorni daranno il via ad una nuova vendemmia.

Il raccolto 2015 si preannuncia estremamente interessante dal punto di vista qualitativo seppure in leggero calo quantitativo rispetto ai valori dello scorso anno che non dovrebbero però scendere al di sotto di un calo produttivo del 5%.

I numeri del comprensorio del Lambrusco sono comunque molto interessanti: 16mila ettari coltivati a vigneto sulle due provincie, 7mila aziende viticole, 2,3 milioni di quintali di produzione di uva raccolti nella vendemmia 2014 che è stata in grado di generare 1,7 milioni di ettolitri di vino il 58% del quale viene esportato. Quest’anno sono attesi 2,18 milioni di quintali e 1,6 milioni di ettolitri di vino.

Le provincie che di fatto sono speculari sia dal punto di vista delle superfici coltivate che delle caratteristiche delle aziende che coltivano uva da vino. Leggere differenze esistono invece dal punto di vista delle varietà coltivate che a Modena vedono maggiore presenza di Grasparossa e Sorbara mente a Reggio non passa di certo inosservata l’Ancellotta.

Anche nel corso di una recente serata organizzata dalla delegazione di Correggio-Carpi dell’Accademia Italiana della Cucina proprio sul tema del nostro vino, si sono ampiamente dibattute le tematiche più attuali che riguardano sia la coltivazione che la produzione di vino.

Sono stati illustrate i forti miglioramenti che i produttori hanno saputo compiere negli ultimi anni a favore della qualità delle produzioni incrementando il numero di ceppi coltivati in un ettaro e trasformando i vecchi sistemi di allevamento moto espansi in forme semplificate e premianti dal punto di vista dell’affinamento e della maturazione dei grappoli.

Le denominazioni di Lambrusco imbottigliate sono per un 26% di Salamino, 22% di Reggiano, 20% di Sorbara, 26% Grasparossa e 16% Modena. Nel corso dell’analisi è emerso come negli ultimi 10 anni il consumo di vini frizzanti sia aumentato del 40% e quella che il mondo del lambrusco sta vivendo in questo momento è una fase di effettiva presa di coscienza delle potenzialità di questo vino che, dopo essere stato snobbato per anni (magari ad arte), ha finalmente saputo conquistarsi le attenzioni del mondo.

In questa fase è particolarmente importante non trascurare l’aumento della presenza del nostro vino tipico anche sul territorio sostenendolo con una sapiente presentazione anche da parte della ristorazione.

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