«Picchio mia moglie perché mi tradisce so che ha un amante»
CORREGGIO. Ha confermato le botte alla moglie, ammettendo di essere gelosissimo, motivando poi tanta violenza con presunti tradimenti della donna: «Ho picchiato mia moglie perché ha un amante»....
CORREGGIO. Ha confermato le botte alla moglie, ammettendo di essere gelosissimo, motivando poi tanta violenza con presunti tradimenti della donna: «Ho picchiato mia moglie perché ha un amante».
Assistito dall’avvocato Claudio Silvestri, l’operaio 41enne ha replicato così ieri – davanti al gip Antonella Pini Bentivoglio – alle pesanti accuse (è nei guai per maltrattamenti in famiglia e sequestro di persona, con quanto accaduto sabato sera come goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma per i carabinieri le violenze durerebbero da oltre 10 anni) che l’hanno portato dritto dritto in carcere. La procura ha chiesto per il 41enne l’allontanamento dalla casa familiare e il giudice sulla misura restrittiva deciderà nelle prossime ore. In attesa della decisione, l’operaio rimane in carcere.
Reazioni. Una vicenda che fa fatto scattare l’indignazione sul piano politico. «Ancora una volta è emersa la violenza a una donna a Correggio. La nostra città sta primeggiando nella classifica della violenza domestica alle donne – afferma Gianni Tasselli di Rifondazione Comunista – e questa amara realtà nascosta è stata denunciata spesso da Rifondazione Comunista negli ultimi anni. Abbiamo promosso una raccolta firme per indicare un impegno per l’amministrazione comunale, affinché si metta a disposizione uno spazio vuoto a Palazzo Contarelli per la “Casa delle Donne”, vittime di violenze, in rete con altre esperienze reggiane. Di certo non basta la repressione, pur necessaria, a fermare questo caso indegno. Occorrono interventi di prevenzione. Ci chiediamo dove sia finito quel tavolo intercomunale, con Correggio capofila, che anni fa aveva iniziato un percorso di rete per far uscire allo scoperto questo fenomeno. E ricordiamoci che sanzionare, però, penalmente le violenze domestiche e lo stalking, significa, in primo luogo, per le vittime, non sentirsi sole nell’affrontare il dramma. Alla prima donna sindaco di Correggio – conclude Gianni Tasselli – diciamo che è tempo di fare qualcosa di utile». (t.s.-s.a)
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