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Sorelle Ramonda aperto a Ferragosto, la rabbia dei dipendenti

di Roberto Fontanili
Sorelle Ramonda aperto a Ferragosto, la rabbia dei dipendenti

Reggio Emilia, diktat del gruppo veneto che conta 60 negozi d’abbigliamento tra Italia e Austria. Sabato a Montecavolo orario continuato

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REGGIO EMILIA. Aperti anche a Ferragosto e per di più con orario continuato. A rompere il fronte della chiusura negli esercizi commerciali non alimentari per la giornata del 15 agosto - che fino ad ora aveva seppur a fatica tenuto nella nostra provincia - è il negozio di abbigliamento Sorelle Ramonda di Montecavolo, a Quattro Castella. Che resterà aperto, differenza di quanto faranno esercizi simili come Toschi abbigliamento di Roncolo e Fontanili abbigliamento di Quattro Castella che invece terranno le serrande abbassate.

«Assieme alle Sorelle Ramonda per ferragosto resteranno solo aperti alcuni punti vendita Conad in provincia e i punti vendita Lidl in città», dicono dai sindacati.

Ma a colpire è soprattutto l’apertura straordinaria dello store di abbigliamento e calzature che fa parte dell’omonimo gruppo leader in Europa (che ha sede ad Alte di Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza e conta su una sessantina di punti vendita in Italia e tre in Austria), che ha così infranto uno degli ultimi tabù rispetto alle aperture straordinarie.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.11925385:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11925385:1649488275/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Con una mail inviata dalla sede centrale nella giornata di lunedì scorso, la direzione ha comunicato che 15 agosto il punto vendita nella nostra provincia resterà aperto e con orario continuato, come conferma il cartello affisso all’ingresso del negozio. Così come avverrà in buona parte, ma non in tutti, gli altri punti vendita e outlet del gruppo che sono sparsi tra Emilia, Piemonte, Trentino, Lazio, Friuli e Veneto.

Non altrettanto invece accadrà nei tre punti vendita di Graz, Sattledt e Wollersdorf in Austria e aperti regolarmente solo dal lunedì al sabato.

Una doccia fredda inaspettata per la cinquantina di lavoratori del punto vendita reggiano che assieme agli altri 1.500 dipendenti del gruppo si sono trovati di fronte a questa decisione arrivata via mail senza alcuna spiegazione ulteriore.

La rabbia e lo sconcerto tra i lavoratori per questa scelta forte è anche dettata dal fatto che nel punto vendita reggiano dall’entrata in vigore delle aperture straordinarie dell’allora ministro Pierluigi Bersani, ha gradualmente ridotto le giornate di chiusura nel corso dell’anno, tanto da aver tenuto aperto anche per il 25 aprile e il 2 giugno. I lavoratori stretti tra lo sconcerto di questa decisione e la preoccupazione di perdere il posto (come è già accaduto una decina di loro colleghi dal 2009 ad oggi), si sono rivolti alla Filcams – Cgil, per capire come muoversi. Ma gli spazi sono stretti. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.11925384:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11925384:1649488276/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

«La Filcams Cgil _ spiega il segretario provinciale Chierici _ ha già proclamato uno sciopero provinciale per il 15 agosto già in occasione della mobilitazione del 2 giugno scorso. Una decisione che abbiamo riconfermato proprio per dare una tutela contrattuale ai lavoratori che si asterranno dal lavoro. Al momento è l’unico strumento che ci rimane per contrastare questa deriva».

I sindacati - che hanno avversato fin dall’inizio il decreto che ha liberalizzato le aperture straordinarie - avanzano riserve anche sul ritorno economico di questo provvedimento e temono quanto potrà accadere in futuro.

«Dall’inizio delle liberalizzazioni non abbiamo registrato incrementi occupazionali, né sul piano quantitativo né qualitativo. In compenso in Toscana e a Bologna ci sono negozi che tengono aperto 24 ore al giorno. Un fenomeno che temiamo arrivi anche a Reggio», conclude Chierici.

Rispetto ai dati economici non brillantissimi per le aziende durante le aperture straordinarie ai dubbi dei sindacati si aggiungono quelli dei lavoratori. «Nel nostro punto vendita di Montecavolo in occasione delle aperture straordinarie cambia la clientela e in molti casi si tratta di pensionati e badanti, con una limitata capacità di spesa», rileva uno dei lavoratori che nel frattempo - come diversi suoi colleghi - ha già dovuto disdire il pranzo programmato al ristorante con tutta la famiglia. Dai lavoratori arriva infine l’appello ai cittadini «a boicottare le aperture straordinarie. E’ l’unico modo per convincere non solo la proprietà, ma il governo a cambiare questa legge sbagliata che ci obbliga a lavorare ormai tutte le domeniche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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