Gazzetta di Reggio

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Il Parmigiano dichiara guerra al sito hot

di Enrico Lorenzo Tidona
Il Parmigiano dichiara guerra al sito hot

Il Consorzio dà mandato ai suoi legali contro il portale porno che in una pubblicità ha sfruttato il nome del re dei formaggi

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REGGIO EMILIA. Non è andata giù al Consorzio del Parmigiano Reggiano che il re dei formaggi sia stato nominato in uno spot pubblicitario che spopola sul web, lanciato da PornHub, uno dei principali siti al mondo per guardare video porno in streaming. Il portale a luci rosse sta per lanciare il servizio a pagamento e in alta definizione denominato “Pornhub Premium”. Per dare risalto all’offerta di video pornografici - che avverrà su scala mondiale - il sito web che conteggia 60 milioni di utenti al mese ha ideato tre spot, uno dei quali vede coinvolto proprio il Parmigiano Reggiano, deciso a difendere il proprio buon nome mettendo in campo i propri legali.

Nella brevissima reclame, un uomo - al supermercato con la compagna - dice alla compagna che il Parmigiano è «il Pornhub Premium» dei formaggi tracciando, in qualche modo, un parallelo tra l'eccellenza del prodotto italiano e quella del servizio streaming. Cosa poco gradita dal Consorzio che, scandisce bene in una nota, «ha dato mandato ai propri avvocati dì verificare quali ipotesi di reato possano sussistere a carico del sito pornografico americano che ha utilizzato il nome ed il prestigio del prodotto per pubblicizzare i propri servizi di video porno in streaming»

Nel dettaglio, viene spiegato, «oltre alla richiesta di immediata sospensione dello spot - in cui il formaggio, simbolo di eccellenza, viene associata alla qualità del sito pornografico - il Consorzio agirà in ogni sede contro gli autori di un messaggio definito non solo sgradevole e inaccettabile, ma offensivo per i produttori e per il loro lavoro, volgarmente finalizzato a trarre profitto dallo sfruttamento della notorietà conquistata dal Parmigiano Reggiano, peraltro associato a servizi altrettanto volgari».

A giudizio del Consorzio del Parmigiano reggiano, ancora, «quanto sia ben premeditata l'azione di sfruttamento della prestigiosa Dop italiana è reso ancor più evidente dal fatto che si cita il suo nome corretto e integrale, e non la più generica forma “parmesan”, che negli Usa è utilizzata per tanti formaggi». Quindi - chiosa il Consorzio, secondo cui «non è certo questo il modo attraverso il quale vogliamo affermare la denominazione originale del nostro prodotto» - si chiede «anche un immediato intervento delle autorità italiane ed europee a tutela dell'immagine del Parmigiano Reggiano».

La vicenda ha fatto scattare i dirigenti dell’ente di tutela, i cui azionisti di maggioranza sono soprattutto agricoltori e casari. Questi, a detta del Consorzio presieduto da Giuseppe Alai, non hanno alcuna intenzione di lasciar passare la questione sottotraccia, senza nemmeno tentare di mettersi d’accordo con una delle casseforti del mondo del web, sulla quale si vuole far pressione dando vita a un contenzioso legale internazionale.

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