«Finalmente è finita adesso pensiamo al bene dei cittadini»
Canossa: ricorso respinto, lo sfogo del sindaco Luca Bolondi «Niente polemica, spero solo che il clima ora sia più sereno»
CANOSSA. «Prima di commentare il ricorso di Gennari volevo conoscere la sentenza del Tar. Adesso, finalmente, posso sfogarmi». È con queste parole che Luca Bolondi, neosindaco di Canossa, inizia a raccontare i suoi primi mesi di mandato, caratterizzati da polemiche e ostilità.
È soddisfatto della sentenza del Tar?
«Molto, sia perché il ricorso è stato respinto per inadeguatezza, sia perché così sono state ristabilite la correttezza e la rispettabilità dei presidenti e degli scrutatori che hanno lavorato ai seggi elettorali».
Cosa ha pensato quando ha saputo del ricorso?
«Non ci credevo. E dal momento che non mi ero mai trovato in una situazione del genere mi sono affidato a un avvocato, adesso spetterà a Gennari risarcirmi».
In attesa dell’udienza dell’11 agosto non ha mai voluto rilasciare dichiarazioni, come mai?
«Il clima era già molto teso, non c’era bisogno di alimentare la polemica. E poi Gennari e i suoi consiglieri avevano tutto il diritto di presentare ricorso, se pensavano che le elezioni non si fossero svolte correttamente. Io ero sicuro che non ci fossero stati brogli e che i presidenti dei seggi si fossero comportati correttamente, e soprattutto credo nella giustiza, quindi ho aspettato che il Tar si esprimesse».
E adesso?
«Adesso spero che questo clima di polemiche e ostilità cessi. E che si possa andare avanti serenamente, non per Luca Bolondi, ma per il bene dei cittadini di Canossa».
Loro cosa hanno pensato del ricorso?
«Erano completamenti spaesati. Venivano da me e mi chiedevano se c’erano stati davvero dei brogli. Ma d’altronde la situazione aveva del surreale: il giorno delle elezioni, davanti ai miei occhi, uno scrutatore rappresentante della lista di Gennari ha fatto i complimenti al presidente di uno dei seggi “incriminati” per come si era comportato. Lo stesso, però, ha dichiarato l’esatto contrario nel testo del ricorso».
Forse sono stati quei miseri 22 voti di differenza a far pensare alla scorrettezza dello spoglio...
«Forse. Ma quando una persona decide di candidarsi a sindaco sa perfettamente che potrebbe vincere, ma anche perdere. E io credo che in ogni caso ci si debba comportare da signori, rispettando gli altri. Capisco la rabbia e la delusione di Genanri, ma la lettura dei fatti è semplice: queste 22 persone hanno deciso di votare per me e non per lui. Basta».
L’altra lista di opposizione, guidata da Alberto Bizzocchi, come ha reagito al ricorso?
«Bizzocchi e i suoi consiglieri hanno testimoniato che le elezioni si erano svolte con assoluta regolarità. Non solo. Con Bizzocchi, che politicamente è diametralmente opposto a me, ci sono sempre stati dialogo e rispetto reciproco. Cose che con Gennari e i suoi mancano».
La situazione cambierà dopo questa sentenza?
«Spero che finalmente la questione elezioni si possa considerare chiusa, perché lavorare in questo clima è davvero difficile. L’opposizione deve fare l’opposizione, su questo non ci piove, ma c’è modo e modo. Nell’ultimo consiglio comunale, per esempio, la lista “Rinnoviamo Canossa con Gennari” ha presentato una mozione in cui chiedeva di pubblicare l’elenco dei cittadini morosi per Imu, Tasi e quant’altro. Noi crediamo nella lotta all’evasione e stiamo lavorando molto sul tema, ma chiaramente non l’ho accolta: sarei stato denunciato per violazione della privacy. E di sicuro, adesso, sarò accusato da Gennari & company di essere chiuso nei loro confronti».
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