La manica a vento di Casina ormai ridotta a uno straccio
Danneggiato lo strumento che serve ai piloti degli elicotteri di soccorso Situazione potenzialmente pericolosa all’elisuperficie inaugurata nel 2009
CASINA. Uno straccio in posto della manica a vento. Detta anche anemoscopio, è un dispositivo di segnalazione che si trova sulla pista di un aeroporto o di un eliporto e che serve a fornire informazioni visive al pilota sullo stato del vento al suolo.
È costituita da un tronco di cono in tessuto resistente al flusso dell’aria e alle intemperie, fissato all’estremità girevole di un palo di sostegno alto in genere pochi metri. Il funzionamento è intuitivo: il vento, entrando nel cono di tessuto lo gonfia e ne dirige l’estremità più stretta (quella più distante dal palo) nella sua direzione.
Il pilota può dunque valutare, dal grado di rigonfiamento del cono (e dalla sua conseguente inclinazione) la forza del vento, mentre la direzione della manica (lungo l’asse palo-estremo sospeso) coincide sufficientemente con quella del vento. Ovviamente, in calma di vento la manica resta del tutto afflosciata lungo il palo.
Nell’elisuperficie di Casina questo strumento è ridotto a uno straccio e non può segnalare al pilota dell’elicottero la forza del vento, che gli serve specialmente in fase di decollo. Anche il colore ha la sua importanza: deve essere bianco e rosso vivace, per essere vista bene, ma questa è sbiadita. Ebbene questa manica a vento non è idonea al suo funzionamento e in tanti se ne sono accorti e va sostituita al pù presto. Questa elisuperficie è un’opera inaugurata nel 2009 ed è costata 40.000 euro e sarà a disposizione per tanti interventi sia all’uomo sia al territorio.
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