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Casoni a tutta birra Accuse su Facebook agli organizzatori

Casoni a tutta birra Accuse su Facebook agli organizzatori

LUZZARA. Luca Verbeni, il dj/management che per oltre un decennio è stato il direttore artistico dell’evento e che sta ultimando il libro sulla storia della festa della birra, ha annunciato l’uscita...

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LUZZARA. Luca Verbeni, il dj/management che per oltre un decennio è stato il direttore artistico dell’evento e che sta ultimando il libro sulla storia della festa della birra, ha annunciato l’uscita della pubblicazione con un post sulla propria pagina Facebook. “Casoni a tutta birra” è nata nel 1985 e si è svolta fino al 2013 nel parco comunale della frazione luzzarese. Da qui si è scatenata una rovente polemica sul web con dichiarazioni forti che vengono giudicate dagli ex organizzatori “diffamatorie”.

Tra i diversi commenti, che ricordano gli anni d’oro della festa che portava a Casoni decine di migliaia persone a sera per cenare, ma soprattutto per assistere ai grandi concerti, sempre gratuiti, c’è un post di un utente che accusa le gestioni tra il 2012 e il 2014 della festa di Casoni, «di aver fatto sparire somme ingenti di denaro».

Allusioni che non sono piaciute al direttivo del Circolo polisportivo Casonese, organizzatore e responsabile della manifestazione, che ha replicato: «Queste affermazioni sono passibili di denuncia, querela e diffida da parte del nostro legale. Chi parla lo fa senza sapere nulla e questo non è corretto».

Il direttivo della polisportiva, prima di prendere la decisione di non organizzare più “Casoni a tutta birra” aveva indetto diverse riunioni anche per verificare la possibilità di cedere logo e attrezzature ad altre persone o associazioni in grado di rilanciare la tradizionale kermesse estiva.

Non avendo trovato alcuna disponibilità, i membri del direttivo hanno deciso di mettere in vendita alcune attrezzature i cui proventi sono serviti a ripianare eventuali perdite e a pagare alcuni fornitori. Non risultano ammanchi o appropriazioni indebite.

E Luca Verbeni, ex direttore artistico di “Casoni a tutta birra” che attraverso la sua agenzia di spettacoli aveva procurato grandi nomi della musica e artisti, nel difendere l’operato della Polisportiva Casonese ha aggiunto: «Si tratta di illazioni gratuite. Casoni ha chiuso perché si era ormai arrivati alla fine di un ciclo. Di certo è che quella festa ha creato qualcosa di magico e inimitabile». (m.p.)

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