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Confisca a Grande Aracri: si va in Appello

Confisca a Grande Aracri: si va in Appello

Autunno “caldo” sul piano giudiziario: parte il processo al clan, gli esiti della Commissione a Brescello

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REGGIO EMILIA. Sul fronte-criminalità organizzata sono in arrivo mesi piuttosto intensi in ambito giudiziario, alla luce di quanto è avvenuto nell’ultimo anno.

Per quanto concerne il primo corposissimo troncone di Aemilia, non manca ormai molto per la richiesta di rinvio a giudizio – da parte della procura antimafia (sulla maxi inchiesta vi hanno lavorato quattro magistrati) – che dovrebbe riguardare 224 persone (questi i “numeri” della notifica di fine indagini, con 54 accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso).

L’udienza preliminare si terrà a Bologna all’interno di un’ala delle Fiere (i costi, sui 400 mila euro, saranno affrontati dalla Regione) che dovrà essere attrezzata a dovere per ospitare un procedimento di queste dimensioni (vi graviteranno alcune centinaia di persone, fra imputati, avvocati, addetti ai lavori). Presumibilmente questo primo atto verrà aperto in autunno e durerà alcuni mesi.

La seconda fase – per chi vi approderà – si terrà quasi in toto a Reggio, nella prossima primavera. Sempre a Reggio sono in corso i procedimenti sui maxi sequestri di beni considerati di matrice mafiosa e riguardanti due famiglie d’imprenditori d’origine cutrese (i Sarcone e i Vertinelli). Si tratta di procedure complesse che troveranno una loro definizione solo l’anno prossimo.

Già tramutatosi in confisca, invece, l’imponente blocco dei beni relativi a Francesco Grande Aracri e familiari: la decisione della Corte (presieduta da Francesco Caruso) è stata impugnata e se ne riparlerà dopo l’estate in Corte d’appello a Bologna.

Come a metà settembre si completeranno i 90 giorni di lavoro previsti per la Commissione prefettizia che sta vagliando atti ed interrogando persone, per lo più politici – nel municipio di Brescello – per valutare se in questi anni vi siano state o meno infiltrazioni mafiose nell’attività dell’amministrazione. La richiesta fatta dal prefetto Raffaele Ruberto al ministero dell’Interno (che ha poi dato l’ok) si basa su un dettagliato rapporto informativo fatto dai carabinieri del comando provinciale di Reggio dopo la vicenda che, a partire dall’inchiesta giornalistica di Cortocircuito, ha interessato l’attuale sindaco brescellese Marcello Coffrini (le sue parole su Francesco Grande Aracri hanno alzato un anno fa un autentico vespaio sul piano politico ed investigativo).

Difficilmente, però, la Commissione completerà i non facili accertamenti a metà settembre, ma c’è la possibilità di una proroga di altri tre mesi. (t.s.)

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