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Stop alle aperture festive «Legge ferma al Senato»

Stop alle aperture festive «Legge ferma al Senato»

Oggi scatta lo sciopero contro le grandi catene che non abbassano le serrande Spadoni (M5s): «La norma esiste ma è stata insabbiata in commissione»

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REGGIO EMILIA. Oggi, giornata di Ferragosto, migliaia di cittadini - inclusi tanti reggiani - saranno costretti a lavorare in negozi di grandi catene commerciali. Da Coin alle Sorelle Ramonda, sono diversi i gruppi che per motivi commerciali intendono tenere alzate le serrande nonostante le festa comandata. «Tutto questo non accadrebbe più se il Senato discutesse e approvasse al più presto la proposta di legge unitaria a prima firma Michele Dell’Orco (Movimento 5 Stelle) della quale sono anche sottoscrittrice» è l’accusa di Marida Edera Spadoni, esponente reggiana dei 5 stelle alla Camera. «La proposta di legge è già stata approvata in prima lettura alla Camera dei Deputati in data 25 settembre 2014 - afferma la parlamentare - La proposta è controfirmata anche da parlamentari Pd e Fi ma ora al Senato la maggioranza sta fermando questa legge che è incardinata ma insabbiata nella Commissione Attività Produttive».

Spadoni prende il “la” per rispondere anche alle dichiarazioni del sindacalista Enrico Gobbi, segretario della Fisascat Cisl di Reggio e Modena, secondo il quale i sindacati combattono una dura battaglia sulle aperture selvagge ma restano sguarniti dell’aiuto da parte del fronte politico, che fa annunci ma nella realtà si infischia del problema. «Non è vero che la politica non se ne occupa. Semmai ci sono forze politiche vogliono affossare questa legge, tra queste sicuramente non c'è il Movimento 5 Stelle - risponde Spadoni - La proposta prende spunto dalla campagna “Libera la domenica” ed il primo firmatario è proprio il modenese 5 stelle Dell'Orco. La proposta di legge prevede la chiusura obbligatoria degli esercizi commerciali (non dei pubblici esercizi) in queste giornate: Capodanno, Epifania, 25 aprile, Pasqua, Lunedì dell’Angelo (Pasquetta), 1° maggio, 2 giugno, Ferragosto, 1° novembre (tutti i Santi), 8 dicembre (Immacolata Concezione), Natale e Santo Stefano. A discrezione dei Comuni, sei di queste dodici festività potranno essere sostituite da una domenica nel corso dell’anno. La proposta 5 stelle originaria tutelava ancora di più i lavoratori ma parte della maggioranza insieme a Forza Italia ha giocato al ribasso».

Bisogna comunque sottolineare che ogni gruppo della grande e media distribuzione fa storia a sè. Ad esempio i due grandi centri commerciali Le Vele e Le Querce del Conad resteranno chiusi, così come accadrà nella stragrande maggioranza dei punti vendita della cooperativa di dettaglianti presenti a Reggio e provincia. Stessa storia per la Coop, che lascerà chiusi i suoi supermercati anche in forza di un accordo aziendale pattuito in passato che regola le retribuzioni aggiuntive e i relativi riposi.

I sindacati della categoria del commercio hanno già indetto uno sciopero per oggi, come avvenuto per le precedenti aperture durante le principali feste: uno stratagemma che offre un velo a copertura ai lavoratori che vogliono restare comunque a casa con le proprie famiglie nonostante i diktat delle aziende.

«Tra gli obiettivi della legge – spiega il deputato modenese del Movimento 5 Stelle, Michele Dell’Orco, primo firmatario della proposta – c’è anche quello di dare un maggior potere decisionale agli enti locali, Regioni e Comuni, che potranno decidere i giorni di chiusura sulla base delle esigenze dei territori. Questa è infatti una battaglia che non riguarda soltanto il settore commerciale ma la qualità della vita della gente. Prevede anche lo stanziamento di 90 milioni di euro per i piccoli esercizi commerciali. Dopo l'approvazione alla Camera la legge, combattuta dagli interessi dei grandi centri commerciali cari al Pd renziano e Forza Italia ed esponenti montiani, e' ferma al Senato da troppo tempo».

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