Gazzetta di Reggio

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Carmine Sarcone trovato con 18 mila euro in macchina

di Tiziano Soresina
Carmine Sarcone trovato con 18 mila euro in macchina

La somma in contanti intercettata dalla Finanza in un controllo stradale. L’Antimafia ha chiesto il sequestro dei soldi

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REGGIO EMILIA. A sorpresa si è aperto un nuovo fronte sul maxi sequestro di beni (sui 5 milioni di euro) alla famiglia Sarcone, considerata dagli inquirenti in odore di mafia. Si tratta in questo caso specifico non di immobili ma di soldi in contanti e l’Antimafia ne ha chiesto il sequestro.

La vicenda risale al 22 luglio scorso ma è “filtrata” solo ieri al palazzo di giustizia, in quanto si è tenuta un’udienza ad hoc sulla questione. A monte di questa udienza c’è un normale controllo stradale della guardia di finanza in quel mercoledì di luglio e che riguarda il 36enne Carmine Sarcone, cioè uno dei quattro fratelli al centro del consistente sequestro patrimoniale effettuato il 24 settembre scorso e su cui pende la connessa richiesta di sorveglianza speciale.

E durante quel controllo delle Fiamme Gialle spuntano 18mila euro in contanti che Carmine Sarcone ha con sè in quel giorno lavorativo. Una somma che ha insospettito i finanzieri e le giustificazioni del 36enne su quell’ingente somma di denaro non devono aver convinto granché le Fiamme Gialle che hanno bloccato i quattrini ed informato dell’accaduto i magistrati della Dda di Bologna.

Ed anche questi soldi per l’Antimafia confermano la sperequazione tra il tenore di vita e il reddito dichiarato, rifererendo il tutto ad attività illecite legate alla cosca cutrese-reggiana Grande Aracri. Da qui la richiesta da parte del pm antimafia Roberto Cieri – ieri mattina in tribunale nell’ennesima udienza a porte chiuse – del sequestro di quei 18mila euro in contanti

La difesa – rappresentata dall’avvocatessa Alessandra Venier (in sostituzione dei colleghi bolognesi Stefano Vezzadini e Stella Panari) si è opposta alla richiesta del pm Cieri, spiegando la ragione del possesso di quei soldi da parte del più giovane dei Sarcone (quest’ultimo non è presente in aula). Su questa richiesta la Corte si è riservata, quindi la decisione arriverà più avanti.

Nell’ordinanza del settembre scorso – firmata dal presidente del tribunale Francesco Caruso – sul 36enne vengono richiamati i precedenti penali (furto, rapina, detenzione illegale di armi), facendo poi riferimento con prove (intercettazioni ambientali) del suo “rito di affiliazione” alla cosca Grande Aracri.

A Carmine Sarcone è stata sequestrata – nel blitz di settembre – una porzione del mega immobile di via Venturi a Bibbiano (l’ormai famosa Villa Mannaia), ma ha bloccati anche i conti in tre banche differenti. Come gli altri fratelli (ad eccezione di Nicolino che è inquadrato come autista) il 36enne è titolare delle imprese facenti parte del Sarcone Group. Della famiglia Sarcone sono da gennaio in cella – invischiati nell’operazione antimafia Aemilia – il 50enne Nicolino (al carcere duro) e il 44 Gianluigi.

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