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Dinazzano, nascondono il rame rubato nell’erba alta

Dinazzano, nascondono il rame rubato nell’erba alta

CASALGRANDE. Un campo non coltivato a Dinazzano con erba molto alta, usato come magazzino temporaneo dove nascondere il rame rubato nelle aziende della zona ceramica. Il rifugio dei ladri del...

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CASALGRANDE. Un campo non coltivato a Dinazzano con erba molto alta, usato come magazzino temporaneo dove nascondere il rame rubato nelle aziende della zona ceramica.

Il rifugio dei ladri del cosiddetto “oro rosso”, molto ricercato perché facilmente rivendibile con buoni ricavi, è stato scoperto dai carabinieri di Casalgrande grazie a un residente che, durante una camminata nella zona verde attorno a Dinazzano, si è letteralmente imbattuto in una decina di grosse bobine di cavi di rame, ammucchiate l’una accanto l’altro e mimetizzate nell’erba nel campo incolto. I carabinieri, chiamati dall’uomo, hanno trovato bobine enormi, da oltre cento metri di cavo di rame l’una, probabilmente frutto dei tanti furti che punteggiano la zona ceramiche.

Fra i bersagli prediletti, officine e fabbriche abbandonate da poco o in ristrutturazione, dove i controlli e i sistemi di allarme mancano, ma dove vi sono ugualmente tantissimi cavi elettrici e tante condutture, da cui si può estrarre facilmente l’anima di rame per poi rivendere l’oro rosso pulito.

Spesso questi capannoni in disuso erano usati anche come magazzini del bottino dei furti, ma i controlli sempre più frequenti hanno portato i ladri a scegliere altre soluzioni. Il vasto campo di Casalgrande, ad esempio. Poco frequentato e con una protezione verde garantita dall’erba, è stato individuato da una squadra come primo deposito, dove lasciare la refurtiva subito dopo i colpi, senza correre il rischio di lunghi trasporti allo scoperto.

In un secondo momento, accumulato un quantitativo sufficiente, il rame sarebbe poi stato recuperato con dei camion delle dimensioni adeguate. Dopo la chiamata del residente, i carabinieri non hanno spostato le bobine di rame, ma le hanno mantenute nella loro posizione, organizzando allo stesso tempo una sorveglianza dell’area per cercare di catturare gli autori dei colpi.

Non si è però visto nessuno per diverso tempo, e alla fine i militari hanno deciso di recuperare il rame, così da poter avviare le indagini nella speranza di risalire ai proprietari, anche se non si tratterà di un’operazione semplice.

In molti casi i furti – soprattutto quelli in complessi abbandonati – non vengono scoperti se non dopo mesi e mesi, e non sempre vengono denunciati. (adr.ar.)

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