Gazzetta di Reggio

Reggio

Morto a 71 anni il chirurgo Roberto Prati

Morto a 71 anni il chirurgo Roberto Prati

Reggio Emilia perde una delle figure più importanti della chirurgia: primario al Santa Maria Nuova per decenni, è stato per oltre vent'anni presidente della sezione reggiana della Lega per la lotta ai tumori

4 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Si è spento ieri sera, nella sua abitazione a 71 anni, sfiancato da un lunga malattia, Roberto Prati, figura storica della chirurgia reggiana. Primario per oltre vent'anni del reparto di chirurgia del Santa Maria Nuova, il suo nome è legato a vere e proprie imprese in sala operatoria, come quando, nel 1998 strappò alla morte l'avvocato Dino Felisetti, rimasto vittima di un bruttissimo incidente stradale.

In pensione ormai da dieci anni, Prati ha ricoperto fino a poco più di un anno fa la carica di presidente provinciale della Lega Tumori, per poi passare il testimone all'oncologo Roberto Rondini.

"Ho capito che avrei potuto fare il chirurgo a 42 anni. E da allora credo di averlo fatto piuttosto bene". Così, tirando un bilancio della sua vita professionale, nel 2004, dopo aver deciso di lasciare per sempre bisturi e camice, fotografava la propria carriera. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.11945586:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/08/17/fotogalleria/grande-cordoglio-a-reggio-emilia-per-la-morte-di-roberto-prati-1.11945586]]

Una carriera che ha visto probablimente ai primi anni 90 la vera consacrazione: una consacrazione di popolo, cosa che non accade mai ai chirurghi. La sanità reggiana era alle prese con la prima pesante riorganizzazione, e la decisione politica fu quella di far lavorare anche su Reggio altri reparti di chirurgia che lavoravano negli ospedali di provincia e che rischiavano di essere sottoutilizzati.

Da qui una sollevazione popolare, perché tutta Reggio voleva farsi operare quasi esclusivamente da "Prati" e la sua équipe era finita sotto pressione e con meno sale operatorie a disposizioni. I medici che lavoravano con lui a quel punto lanciarono un appello alla città, magari sperando che prendessero la parola i politici. In realtà a prendere la parola fu proprio la città: ognuno aveva un ricordo di questo medico, dalle mani capaci e dal volto umano. Un mare di lettere invase, ad esempio, la redazione della Gazzetta.

Ma non ci sono stati soltanto momenti belli nella vita professionale del dottor Prati: nel 1992 muore assassinato uno dei medici della sua équipe, il dottor Carlo Rombaldi. Un delitto che lo scuote profondamente, una ferita che si riaprirà anni dopo,quando la procura decide di riaprire il caso di quell'omicidio. Prati viene chiamato a testimoniare. Depone seduto su una carrozzina, ricorda il collega e l'amico. E rivive quella tragedia. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11945595:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11945595:1649481688/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Il ricordo del Dott. Claudio Pedrazzoli, Direttore della Chirurgia Generale 1 a prevalente indirizzo Oncologico dell’ASMN-IRCCS.

“Ho lavorato più di 20 anni con il Dr. Prati e sono dei suoi “ragazzi” anche se ormai tutti noi abbiamo i capelli grigi. Ho usato questo termine perché per tutti noi è stato qualcosa di più importante che un semplice direttore. Non ci ha mai abbandonato e anzi dopo il suo pensionamento ci è stato vicino, pronto a consigliarci e ad aiutarci se qualcuno di noi era in difficoltà.

Da lui sicuramente abbiamo imparato quella che è l'onestà professionale, la dedizione al paziente e soprattutto il considerare i malati “tutti uguali”. A volte fino a tarda sera vedevi la sua sala d'aspetto con file interminabili di persone che si rivolgevano a lui per qualsiasi motivo. Ho ammirato la capacita e l'intelligenza, cosa a volte rara, di dare spazio ai suoi collaboratori affinché potessero esprimere tutte le loro potenzialità professionali.

Non mancavano le “sfuriate” a volte contro di noi,  ma sapevamo però che quelle sere non sarebbe tornato a casa contento e sereno. A distanza di tanti anni abbiamo capito quanto sono state importanti per la nostra crescita professionale.

Un grande vecchio delle nostre parti ha detto un giorno: “dopo un raccolto ne viene un altro”, lo spero insieme a tutti i suoi “ragazzi” di aver portato avanti in tutti questi anni, i suoi insegnamenti, sicuramente ci ho provato e soprattutto di lasciarli in eredità a quelli che oggi sono i miei “ragazzi”.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.11950878:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/08/18/fotogalleria/il-funerale-del-chirurgo-dei-reggiani-1.11950878]]ll cordoglio del sindaco e della Città

Il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi e l'Amministrazione comunale esprimono ai familiari, agli amici e ai collaboratori del professor Roberto Prati i sentimenti di cordoglio e di partecipazione al lutto per la scomparsa del noto chirurgo. Già primario del Santa Maria Nuova, il professor Prati ha rappresentato per generazioni di reggiani un punto di riferimento, incarnando l'elevato livello qualitativo, la grande professionalità e la vicinanza ai pazienti che sa esprimere la sanità reggiana. Come presidente della Lega Tumori ha proseguito nella sua opera attraverso le azioni che l'associazione svolge sul territorio, impegnandosi in prima persona nella nascita del Centro Luoghi di Prevenzione.

La salma del dott. Prati, dalle ore 8.00 di martedì 18 agosto, sarà esposta per l’ultimo saluto presso la Cappella dell’Arcispedale Santa Maria Nuova situata al piano terra dell’edificio centrale della struttura ospedaliera, da dove alle ore 14.30 avrà luogo la cerimonia funebre. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11945596:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11945596:1649481688/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

La carriera

  • Il dott. Roberto Prati inizia la sua carriera professionale all’Ospedale S. Maria Nuova a maggio del 1970 sotto la guida del Prof. Motta, primario della Chirurgia I, appena terminata la specializzazione.
  • A completamento della scuola di specializzazione in Chirurgia Generale all’Università di Modena, in Chirurgia Vascolare presso la stessa Università e in Chirurgia Toracica all’Università di Torino viene trasferito con un incarico triennale all’Ospedale S. Anna di C. Monti.
  • Ad Agosto del 1977 viene richiamato come aiuto primario presso la II divisione di Chirurgia Generale dell’ASMN, diretta dal Prof. Umberto Parisoli, nel gennaio del 1985 alla morte del Prof. Parisoli, gli subentra come primario, nominato in ruolo da gennaio 1988 fino al 28 giugno 2004, data di cessazione dal servizio per collocamento a riposo.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.11950269:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/08/18/fotogalleria/l-omaggio-di-reggio-emilia-al-suo-chirurgo-1.11950269]]

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google