Shopping sì shopping no e volano insulti
REGGIO EMILIA. «Che tristezza ma è possibile che non troviate di meglio da fare?» (Angela Picciani). Oppure: «Ma che palle!!! Se il negozio è aperto io ci vado e penosi siete voi che rompete le...
REGGIO EMILIA. «Che tristezza ma è possibile che non troviate di meglio da fare?» (Angela Picciani). Oppure: «Ma che palle!!! Se il negozio è aperto io ci vado e penosi siete voi che rompete le scatole...adeguatevi!» (Stefania Simonazzi). Il web si spacca in due su un tema come quello delle aperture festive dei centri commerciali.
E in effetti, scorrendo i commenti il sospetto viene: che occorra adeguarsi ai tempi. Perché quelli andati, non ci sono più come scrive Rita Incerti in un post: «La bimba della foto oggi dirà agli amici " ieri ho fatto la spesa con la mamma " e loro diranno "noi siamo andati lungo il fiume ,abbiamo bruciato la carne , giocato a pallone , rincorso le lucertole.... Ho 65 anni e con mia mamma che aveva un negozio , ho vissuto le lotte per chiudere la domenica e il giovedì pomeriggio , perché al sabato non si poteva». Invero, nei post non mancano i commenti caustici, soprattutto nei confronti di coloro che hanno vestito i panni del cliente, sia da Sorelle Ramonda sia al Coin, il giorno di Ferragosto. Niente paura: a difendere i clienti fino all’ultimo post ci pensa Patrizia Radighieri: «Sapete chi fa pena? chi ha la mente piccola piccola come la vostra. Il mondo va avanti, le cose cambiano, anche il modo di festeggiare cambia. E chi insulta come voi mi fa pena. Io stamattina ho comprato dalle Ramonda.... Non sono sfigata non sono psicopatica ho una vita piena e felice. non sono vergognosa.... non so se ho riassunto tutti i vs epiteti. Fare shopping è piacevole e rilassante ma soprattutto sono ..zzi miei e di chi la pensa come me. Il commercio è cambiato non siamo più negli anni 50. E ora potete insultare...». Cosa che peraltro, puntualmente accadrà nei post successivi.
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