Gazzetta di Reggio

Reggio

Tragedia di Acerra: guidava il padre, positivo il primo test antidroga

Tragedia di Acerra: guidava il padre, positivo il primo test antidroga

Casalgrande: il 46enne che ha visto morire moglie e suocera, e con due figlie gravissime, era anche senza patente

3 MINUTI DI LETTURA





CASALGRANDE. Positivo al pre-test della droga. La notizia, non confermata ufficialmente ma ritenuta più che attendibile da fonti vicine alla polizia municipale che sta indagando sulla tragedia di Acerra, rimbalza a Casalgrande e getta un’ombra inquietante sulla dinamica dell’incidente costato la vita a Raffaelina Ciardiello (65 anni) e alla figlia 44enne Antonella Renga. Rispettivamente, suocera e moglie di Raffaele Iazzetta (46 anni), nato a Castelnuovo di Napoli ma da tempo residente a Casalgrande. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.11943301:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/08/16/fotogalleria/schianto-in-autostrada-morte-due-donne-1.11943301]]

Era lui, alla guida della Ford Focus sulla quale viaggiava la famiglia. E mentre sono stazionare le condizioni delle due figlie di 7 e 11 anni, rimaste ferite in maniera gravissima, da Napoli come detto arriva la notizia che Iazzetta – rimasto pressoché illeso – sarebbe stato trovato positivo ai cannabinoidi, nel corso del pre-test eseguito dagli agenti della polizia municipale di Acerra.

Il pretest antidroga. La cautela è d’obbligo, vista la portata del dramma, e si attendono i risultati delle controanalisi anche perché l’innovativo dispositivo in dotazione alle forze dell’ordine, detto “pretest antidroga”, consente sì di rilevare già in strada se un automobilista ha assunto sostanze stupefacenti ma non indica con sicurezza se la droga sia stata assunta prima di mettersi alla guida, piuttosto che ore o giorni addietro.

In ogni caso, si fa sapere da Napoli, la dose di cannabinoidi riscontrata con il test non sarebbe stata lieve, così come si escluderebbe al momento che l’eventuale assunzione di droghe (uno spinello o più, di questo si sta parlando) possa essere avvenuta molto prima dell’incidente, e non avere avuto quindi alcuna rilevanza nelle possibili, menomate condizioni del guidatore.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11943226:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/08/16/news/incidente-in-autostrada-muoiono-mamma-e-nonna-gravi-condizioni-due-ragazzine-1.11943226]]

Il giallo della patente. Ma c’è anche un altro “giallo” relativo al conducente dell’auto, nonché marito e genero delle vittime: Raffaele Iazzetta, secondo i primi riscontri sulla banca dati della Motorizzazione civile, non avrebbe mai conseguito la patente. Un particolare che, se confermato, aggraverebbe ulteriormente la sua posizione giudiziaria: l’uomo, già indagato per omicidio colposo dalla procura di Nola, rischia anche due ulteriori denunce per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e per guida senza patente.

Le figlie in Rianimazione. Le due figlie di Iazzetta, che compiranno 12 e 8 anni a settembre, restano entrambe ricoverate, in gravissime condizioni e con prognosi riservata, nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Santobono di Napoli.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11945515:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/08/17/news/erano-partiti-nella-notte-per-fare-il-pranzo-di-ferragosto-insieme-1.11945515]]

Le reazioni a Casalgrande. «Non ci crediamo ancora, le bimbe passano sempre di qui quando vanno a scuola, poverine, preghiamo per loro». È l’amarezza assieme all’incredulità a dominare in una Casalgrande semi-deserta, in cui tante persone – proprio come la famiglia devastata dall’incidente – hanno approfittato della pausa agostana per ferie o per un ritorno a casa, spesso al mare.

In via Aldo Moro, dove vivono i Iazzetta, molti appartamenti sono chiusi, e i pochi abitanti non hanno una gran voglia di parlare, in particolare dopo l’uscita di nuovi dettagli sulla dinamica dell’incidente.

«Abbiamo sentito la tv e abbiamo letto del fatto che fosse positivo al pre-test antidroga, ma non ci crediamo: alcuni amici di Raffaele, che hanno sentito i suoi parenti, dicono che non c’è nulla di vero», dice una donna che vive nella via. «Non so cosa sia successo, in un giorno solo se ne sono sentite tante: adesso però non c’è nulla da dire, c’è solo da pensare alle bambine», commenta secca un’anziana.

La speranza rimane: «Ho dovuto dire ai miei figli che le ragazze sono all’ospedale, continuavano a sentir parlare di questa storia. Non sono in classe con loro, ma le conoscono, non è facile», aggiunge una mamma casalgrandese.

I funerali delle due donne. Ci sarà da aspettare, intanto, per i funerali delle due donne morte, la madre Antonietta Renga e la nonna Raffaelina Ciardello, la prima a trasferirsi decenni fa col marito Salvatore, falegname scomparso alcuni anni fa. Le salme sono ancora bloccate in attesa delle decisioni della procura di Nola, a cui sono affidate le indagini: e gli elementi controversi da verificare a oggi non mancano.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google