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Folle fuga in macchina, il 50enne licenziato in tronco dal Policlinico

Folle fuga in macchina, il 50enne licenziato in tronco dal Policlinico

Il provvedimento preso dalla struttura di Modena nei confronti dell’operatore socio-sanitario. La difesa: «Faremo ricorso»

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REGGIO EMILIA. Non solo guai con la giustizia, ma anche la perdita del posto di lavoro. La folle corsa nella notte dell’operatore socio sanitario del Policlinico di Modena, che la scorsa settimana correndo da Rubiera a Reggio ha seminato il terrore sfuggendo a polizia e carabinieri che lo stavano inseguendo, sta costando molto caro al suo protagonista.

Ieri mattina con una stringata nota l’ospedale modenese ha reso noto che l’operatore 50enne non fa più parte dell’organico dell’azienda sanitaria.

«L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena ha appreso dagli organi di informazione il 13 agosto la dinamica dei fatti – viene spiegato – in cui risulta coinvolto il dipendente Antonio Parisi, operatore socio sanitario con contratto di lavoro a tempo determinato. Effettuate le opportune e preliminari valutazioni, l’Azienda ha tempestivamente allontanato il dipendente in quanto i comportamenti descritti risultano essere di gravità tale da non consentire la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto di lavoro».

Parisi, attraverso il suo legale Vera Sala, annuncia però contromosse: «Stiamo valutando l’opportunità d’impugnare il provvedimento di licenziamento. A nostro parere il Policlinico – replica l’avvocatessa Sala – è stato troppo precipitoso, non siamo di fronte ad un esito definitivo in ambito giudiziario. E c’è il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza passata in giudicato ».

Parisi non è più in cella, ha ora l'obbligo di firma quotidiano nella caserma dei carabinieri di Rubiera. Il 50enne ha spiegato nell'udienza (tenutasi venerdì scorso in carcere) di aver perso la testa quella sera, legando la folle fuga in macchina a tutta velocità con i gravi problemi sentimentali con la compagna (che vive con lui in un appartamento a Rubiera) con cui aveva litigato.

«Sono andato nel panico vedendo tutte quelle forze dell'ordine, chiedo scusa a tutti». Le forze dell'ordine erano state chiamate dai vicini di casa, allarmatisi per la piega che stava prendendo nel cortile condominiale il litigio fra i due conviventi. Da qui è partito il rischiosissimo inseguimento. Una volta bloccato, il 50enne aveva detto di aver sniffato cocaina prima di quel pandemonio, ma sul punto non vi è ancora la conferma delle analisi, inoltre non è stata trovata droga nella sua abitazione che è stata perquisita.

Sul bisturi che aveva con sè ha detto di averlo preso al Policlinico di Modena per volutamente danneggiare - quel giorno - il sellino della sua bicicletta (va a lavorare in treno, poi inforca nella stazione modenese le due ruote) e renderla così meno appetibile per i ladri e non farsela così rubare. Ora il rapido licenziamento.(t.s.)

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