Tares non pagata, pioggia di accertamenti
Guastalla: tanti cittadini ricevono il sollecito per il mancato versamento dei tributi 2013 ma molti dicono di aver pagato
GUASTALLA. «Mi hanno chiesto di pagare la Tares del 2013 ma ho già versato il dovuto. Come è possibile?». E’ la domanda che alcuni cittadini guastallesi si stanno ponendo dopo che alla fine della scorsa settimana sono arrivate nelle case tanti accertamenti per il mancato pagamento di una rata del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (poi sostituito dalla Tari).
Il pagamento richiesto è relativo ad avvisi spediti nel 2013 e successivi solleciti inviati la scorsa estate. Ora sono arrivati gli accertamenti, con sanzioni pari al 30% del dovuto, ad esempio 162 euro invece dei 120 iniziali. Dai primi riscontri emerge che le somme non incassate ammontano a Guastalla a circa 120mila euro.
In questi giorni alcune persone si sono rivolte all’ufficio tributi di Guastalla per chiedere spiegazioni: il 20% dei cittadini sostiene di non aver mai ricevuto il sollecito di pagamento, mentre i restanti sostengono di aver già pagato. Molte persone sono ancora in ferie e dunque il fenomeno sarà molto più chiaro con il rientro dalle vacanze.
Cosa può essere accaduto? I precedenti in questi anni non mancano e indicano che quando i tributi sono pagati con il modello F24 possono verificarsi errori da parte delle banche al momento del pagamento. Il codice catastale deve infatti essere inserito manualmente nei terminali e in queste circostanze si verificano gli errori.
Nel recente passato, l’Imu di Guastalla è finita in provincia di Cosenza e quella di Rolo a Roma, perché chi ha effettuato il pagamento ha sbagliato un numero del codice. Altre volte invece è il cittadino che, effettuando il pagamento online, compie l’errore.
Comunque sia, il contribuente ha la possibilità di evitare sanzioni e pagamenti qualora non siano dovuti. Per prima cosa deve verificare con la sua banca di aver pagato. Se emerge che c’è stato un errore nell’immissione del codice tocca alla banca fare la rettifica, come prevede un accordo tra l’Agenzia delle Entrate e l’Abi.
A questo punto il cittadino informa l’ufficio tributi del Comune che provvede ad annullare l’avviso. La raffica di accertamenti ha provocato qualche malumore tra i cittadini che ritengono di aver già pagato o sostengono di non aver ricevuto il sollecito. «Gli uffici stanno lavorando con attenzione – commenta il sindaco di Guastalla Camilla Verona, che ha la delega ai tributi – e non partono solleciti a caso. Da parte dell’amministrazione e dei dipendenti si sta lavorando per recuperare l’evaso e non c’è nessuna intenzione vessatoria nei confronti dei cittadini che hanno fatto il loro dovere».
La riscossione di questo tributo è stato centralizzato dall’Unione Bassa reggiana. Il mese scorso gli avvisi sono partiti a Brescello e a Poviglio, senza che siano stati segnalati particolari problemi. Da pochi giorni sono arrivate le raccomandate a Boretto e Guastalla.
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