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le iniziative della cna

Corsi di panificazione e i burattini di Sarzi per stregare l’Expo

REGGIO EMILIA. Il 13 ottobre la piazzetta dell’Expo sarà il palcoscenico per la promozione della cultura e del turismo enogastronomico reggiano. E la Cna di Reggio Emilia dedicherà l'occasione ai...

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REGGIO EMILIA. Il 13 ottobre la piazzetta dell’Expo sarà il palcoscenico per la promozione della cultura e del turismo enogastronomico reggiano. E la Cna di Reggio Emilia dedicherà l'occasione ai panificatori dell’Appennino, portando a Milano un gruppo di fornai artigiani storici della montagna reggiana, che guiderà adulti e bambini nell'impastare il pane. Un secondo evento, spiega la Cna in una nota, sarà dedicato agli altri prodotti tipici reggiani: aceto balsamico, erbazzone, salame fiorettino, zabaglione, torta di riso, sughi d'uva e pecorino reggiano, che verranno raccontati con uno spettacolo dei burattini di Otello Sarzi, messi in scena da Isabelle Roth della fondazione Sarzi. «La scelta di presentare i prodotti della nostra terra attraverso l'arte burattinaia reggiana non è stata casuale- spiega Nunzio Dallari, presidente provinciale Cna - è un modo per sottolineare il legame con il territorio e valorizzare uno dei mestieri artigiani più antichi. Il burattino diventa lo strumento di trasmissione della cultura e della conoscenza del territorio a cui appartiene, intrattenendo in modo divertente e giocoso un pubblico eterogeneo, favorendo la promozione di percorsi enogastronomici nella nostra provincia. Ad oggi le aziende produttrici sono ancora poche, ma ci sono tutti i presupposti per far diventare il turismo enogastronomico un vero volano per lo sviluppo del territorio». All’Expo saranno quindi i burattini a parlare dei prodotti tipici del territorio reggiano e a dialogare con gli chef, dando vita a divertenti gag: Fagiolino e la sua fidanzata Zemira, il cuoco Brighella, Pantalone, il dottor Balanzone, Sandrone e la Pulogna. «Expo diventa il palcoscenico ideale per veicolare la conoscenza di culture e tradizioni locali un modo nuovo per riscoprire il valore di antichi mestieri e sapori, che dal passato possono tornare a dare un futuro alle aziende artigiane e al turismo».

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