Gazzetta di Reggio

Reggio

In due sul motorino dai 16 anni, da oggi si può

di Jacopo Della Porta
In due sul motorino dai 16 anni, da oggi si può

Entra in vigore la modifica al Codice della strada valida solo sui mezzi omologati Biserni (Asaps): «Riporterebbe in auge l’utilizzo di questi veicoli a due ruote»

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REGGIO EMILIA. Minorenni in due sul motorino senza il rischio di essere multati e di vedersi sequestrare il mezzo. Un sogno per tanti ragazzi, un motivo di preoccupazione in più per i genitori. Da ieri le modifiche al codice della strada consentono anche ai sedicenni e diciassettenni di poter viaggiare sui “cinquantini” in due, mentre fino ad ora potevano farlo soltanto i maggiorenni. Resta il fatto che i motorini devono essere omologati per il trasporto di due persone e chi non è in possesso della patente deve ottenere il patentino. I quattordicenni e i quindicenni dovranno continuare a farsi esperienza da soli, visto che la possibilità di viaggiare in coppia non si applica al loro caso. La novità sarà sicuramente già molto visibile dalla prossima apertura delle scuole superiori e potrebbe avere un effetto positivo evidente: ridurre il numero di auto in circolazione davanti agli istituti e così contribuire a decongestionare un po’ il traffico cittadino.

Sul fronte della sicurezza si conta sul fatto che le campagne di sensibilizzazione condotte in questi anni abbiano dato i loro frutti. A Reggio e provincia, spesso in collaborazione con le polizie municipali, alunni e studenti hanno partecipato ad attività di prevenzione stradale, anche mirate in modo specifico sui mezzi a due ruote. Quello che consente di viaggiare in due sul motorino è solo uno di una serie di cambiamenti introdotti per adempiere a richieste dell’Europa, che aveva già sanzionato il nostro Paese per non aver aggiornato il codice della strada. «Questa volta abbiamo dovuto allinearci ad una normativa europea - ha detto Giordano Biserni, presidente Asaps, associazione sostenitori e amici della polizia stradale -. Potrebbe essere una ventata nuova per un ritorno a questo tipo di veicoli visto che si è arrivati gradualmente al targhino, al certificato e poi alla patente Am».

Per l’Asaps, impegnata da anni nella diffusione di una adeguata cultura della strada, l’aspetto della sicurezza è ovviamente fondamentale. «Si auspica una maturità nuova rispetto al passato - conclude Biserni -. Non siamo più nell’epoca in cui il 15enne o 16enne se non truccava il ciclomotore per la velocità non viveva, o nell'epoca in cui c’erano 1500 morti all'anno sulle due ruote. Oggi c’è una patente Am che fa fare una prova pratica». Si tratta in realtà di una norma che recepisce quanto previsto dalla Legge europea 2014, pubblicata sulla Gazzetta e che da oggi in poi cambia le carte in tavola.

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